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La moneta-debito come il sangue avvelenato

In Economia on dicembre 12, 2011 at 11:59 pm


La via d’uscita: la proprietà popolare della moneta

Come il sangue distribuisce ossigeno in tutto il corpo, così la moneta distribuisce potere d’acquisto al mercato. Quando la moneta era d’oro (o di altra merce) l’ossigeno monetario era pulito. I popoli potevano vivere in serenità tempi di benessere perché il potere d’acquisto conferito per pura con-venzione ai simboli, duplicava la ricchezza senza duplicare il debito. Infatti la somma delle unità di misura monetarie incorpora una quantità di valore pari a quello di tutti i beni reali misurati o misurabili nel valore perché il potere d’acquisto ha un valore commisurato a quello dei beni che si possono acquistare. Ecco perché la moneta duplica il valore dei beni reali cioè la ricchezza della collettività. Il valore duplicato può avere o il segno positivo della proprietà (oro) o il segno negativo del debito.

Con l’avvento della moneta nominale (1694 data di costituzione della Banca d’Inghilterra e dell’emissione della sterlina) l’ossigeno monetario è stato avvelenato dal debito non dovuto. Prima, chi trovava una pepita d’oro se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera; con la moneta nominale, al posto della miniera c’è la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito perché la banca emette moneta solo prestandola. In tal modo i popoli sono stati trasformati inconsapevolmente da proprietari in debitori del proprio denaro nella più grande truffa di tutti i tempi, passata inosservata perché basata sul principio della riserva.

La moneta nominale è stata infatti concepita come titolo di credito rappresentativo della riserva sicché la banca centrale poteva affermare di essere proprietaria della moneta in quanto proprietaria della riserva. All’origine il portatore poteva presentare la banconota all’incasso e convertirla in oro. Col divieto della convertibilità la moneta, pur rimanendo vera moneta, diventava falsa cambiale. Il governatore, debitore apparente, diventava creditore reale, in quanto emetteva la moneta solo prestandola, ed il portatore, creditore apparente, diventa il vero debitore, come tale, proprietario provvisorio della moneta per la durata del prestito insindacabilmente concesso per quantitativi e tempi, dal vero padrone: il governatore.

Il signoraggio bancario ha trasformato i popoli da proprietari in debitori del proprio denaro, perché si è mascherata sotto la parvenza del valore creditizio, basato sulla riserva (con la formula “pagabile a vista al portatore“) il valore indotto basato sulla convenzione sociale.In tal modo la moneta è stata trasformata in una fattispecie analoga al francobollo di antiquariato che ha valore per convenzione e senza riserva. La risultante di questa strategia è stata la sistematica trasformazione delle banche centrali da debitrici in proprietarie per un valore pari a tutto il denaro emesso sotto forma di false cambiali.

Abolita la convertibilità con l’avvento del c.d. corso forzoso, e successivamente eliminata la stessa riserva, con la fine degli Accordi di Bretton Woods (15 agosto 1971), il compenso dovuto alla banca centrale, andava commisurato essenzialmente a quello dovuto ad una tipografia; mentre la banca si è appropriata, senza contropartita, della differenza tra costo tipografico (o scritturale) e valore nominale (creato dalla convenzione sociale), duplicata peraltro dalla emissione attuata prestando il dovuto, come lucro illecito di una truffa.

Su queste premesse, in data 8 Marzo 1993, presentai esposto-denuncia per truffa contro il Governatore Azeglio Ciampi, pro temporedella Banca d’Italia. Il dott. Ettore Torri, della Pocura della Repubblica del Tribunale di Roma, mi convocò e nel colloquio presso il suo Ufficio, dopo aver riconosciuto che “era stata data la prova dell’elemento materiale del reato“, soggiunse che mancava il dolo perché il vigente sistema monetario si era consolidato nella prassi: testualmente:“perché è stato sempre così“.

Di fronte a questa obiezione rimasi sconcertato e replicai che la continuazione del reato, consolidato nella prassi è un aggravante, non un esimente della responsabilità penale e comunque poteva essere fatta salva la buona fede fino al momento della denuncia, dopo di che sarebbe stata acquisita la consapevolezza del reato e la certezza del dolo.

Pur non essendo accettabili le motivazioni addotte dal dott. Torri, tuttavia è possibile riconoscerne l’attendibilità a condizione che siano salvaguardate le vittime della truffa monetaria concedendo, a richiesta di parte , la moratoria dei debiti monetari e che si programmino i tempi e mezzi tecnici per sostituire alla moneta sporca (riconosciuta tale dallo stesso dott. Torri) la moneta pulita, in un regime transitorio di doppia circolazione. Infatti, dopo aver precisato che: a) come nell’indotto fisico la corrente elettrica esiste in quanto si realizza con la caratteristica della continuità; così nell’indotto giuridico il valore della moneta persiste sul mercato al di là dei cicli esistenziali dei singoli contratti di compravendita; b) la moneta è come il sangue, anche se avvelenato dalla truffa del debito non dovuto, non può essere eliminato drasticamente senza causare il collasso del sistema economico e sociale (analogo a quello causato in Argentina dal drastico prosciugamento di moneta operato dalla grande usura). A conferma sta il fatto che centinaia di milioni di uomini muoiono di fame non per mancanza di pane, ma del denaro per comprarlo.

Pretendere di correggere i pur gravi difetti del sistema con la drastica abolizione della moneta-debito, sarebbe come dissanguare totalmente un essere vivente in attesa della successiva trasfusione. Il rimedio sarebbe peggiore del male perché si andrebbe a trasfondere sangue in un cadavere. Ecco perché i tempi di attuazione di una valida riforma monetaria che restituisca al portatore la proprietà della “sua” moneta va realizzata gradualmente e con prudenza.

Particolarmente significativa – in questo senso – la magistrale intuizione di Ezra Pound (Lavoro ed usura, Milano, 1975, p.54): “Ciò che è mancato in Italia (…) è la visione del processo di strozzinaggio (…) ed il rapporto tra gli affari (…) ed il sistema monetario mondiale, operando non a breve scadenza, non a periodi di tre mesi o di tre anni, ma alla lunga, durante secoli e mezzi secoli (…).” Pound aveva capito che non si può eliminare il sangue monetario avvelenato da debito non dovuto, con un colpo di spugna. Sarebbe un rimedio peggiore del male. Ecco perché la sostituzione della moneta sporca (debito del portatore e proprietà della banca) con quella pulita (proprietà del portatore e debito della banca), va fatta gradualmente con la doppia circolazione.

Su queste premesse appare evidente la validità delle due iniziative promosse dal Sindacato Antiusura – SAUS: 1) l’esperimento del SIMEC a Guardiagrele che ha dato conferma della validità della teoria del valore indotto perché si è creata per mera convenzione, come misura del valore valore della misura una moneta sperimentale proprietà del portatore, senza riserva, con simboli di costo nullo (carta e inchiostro). 2) la diffida notificata alla Banca Centrale Europea nella persona del Governatore Wim Duysemberg, ad astenersi dall’emissione dell’euro (a mezzo di Ufficio Giudiziario del Tribunale di Chieti, in data 16 aprile 2001). In tal modo il SAUS ha contestato la legittimità della moneta europea, indicando ad un tempo come sostituirla con altro strumento di misurazione del valore, senza causare il collasso del sistema economico peraltro nel pieno rispetto dei legittimi interessi delle collettività nazionali dei Paesi membri.

Sembra opportuno, con l’occasione, evidenziare che, mentre per i Governatori delle Banche Centrali degli Stati Europei poteva essere riconosciuta la buona fede (perché la prassi della utilizzazione della moneta gravata di debito non dovuto era stata ereditata dall’originaria moneta concepita come titolo di credito rappresentativo della riserva), nessuna giustificazione può essere riconosciuta alla emissione dell’europerché ne era stata tempestivamente contestata la legittimità con la suddetta diffida, prima che ne iniziasse la circolazione.

In questa situazione, è dovere dei magistrati prendere atto della illegittimità dell’emissione dell’euro, concedere la moratoria dei debiti, a richiesta di parte, e consentire la doppia circolazione di euro e SIMEC (o di analoga misura del valore) per lo stato di necessità delle vittime del reato (art.54 c.p.). Infatti, una volta dimostrato che il costo del denaro, all’atto dell’emissione, è del 200% (oltre gli interessi ed i prelievi fiscali) è evidente che la puntualità dei pagamenti è impossibile. La società è pervasa dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile di cui è prova la malattia sociale del suicidio dei debitori per i debiti non dovuti che non ha precedenti nella storia. Non a caso il SIMEC è nato a Guardiagrele che è il paese in Italia che ha la più alta percentuale di suicidi.

Su queste premesse, evidenziate le gravissime responsabilità delle autorità monetarie europee per truffa perpetrata in danno delle collettività nazionali (espropriate ed indebitate senza corrispettivo per tutto l’euro in circolazione) ovemai – preso atto della gravità dei reati contestati – i competenti organi statuali e monetari rimanessero inerti omettendo di tutelare la legittima proprietà della moneta, potrebbero rendersi responsabili di omissione di atti dovuti, di infedeltà in affari di stato ed even-tualmente corresponsabili, per associazione a delinquere, del medesimo reato di truffa contestato al Governatore della BCE.

Fonte: www.abruzzopress.it

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