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L’Alleanza dei Movimenti della Gioventù: Rivoluzioni colorate 2.0

In Immigrazione e questione Nord Africa e del Medio Oriente on dicembre 12, 2011 at 8:56 pm


di Tony Cartalucci, dal sito Globalresearch

traduzione di Gianluca Freda, 20 Febbraio 2011

Nel 2008, l’Alleanza dei Movimenti della Gioventù (Alliance of Youth Movements)  tenne il suo summit inaugurale a New York. Al summit partecipò un variegato insieme di funzionari del Dipartimento di Stato, membri del Council on Foreign Relations, ex funzionari della National Security, consiglieri della Homeland Security, più una miriade di rappresentanti delle corporation americane e delle grandi organizzazioni mediatiche, comprese AT&T, Google, Facebook, NBC, ABC, CBS, CNN, MSNBC e MTV.

http://allyoumov.3cdn.net/f734ac45131b2bbcdb_w6m6idptn.pdf

E’ legittimo sospettare sospettare che un simile raduno di rappresentanti, coinvolti nell’economia e nella politica interna ed estera degli Stati Uniti, insieme ai manipolatori dell’opinione pubblica che operano nei mass media, fosse stato indetto per discutere del futuro dell’America e di come agevolarlo. Insieme a questi politicanti, c’era un esercito di attivisti “di base” che avrebbero dovuto “contribuire” a tale agevolazione.

Fra di essi vi era anche un gruppo poco noto, proveniente dall’Egitto e denominato “Gruppo 6 aprile”. Questi egiziani “coatti” di Facebook, si sarebbero in seguito incontrati con Mohamed El Baradei, fiduciario del Gruppo Internazionale di Crisi statunitense, all’aeroporto del Cairo, nel febbraio 2010, e avrebbero trascorso l’anno successivo ad indire manifestazioni e proteste per suo conto, allo scopo di rovesciare il governo del presidente egiziano Mubarak.

Lo statuto dell’Alleanza dei Movimenti della Gioventù afferma che essa è un’organizzazione no-profit la cui funzione è aiutare gli attivisti di base ad implementare le proprie capacità e ad ottenere un più rilevante impatto sulla scena mondiale. Se tutto questo, a prima vista, può sembrare innocuo e perfino positivo, quando si esaminano più da vicino le persone coinvolte in “Movimenti.org” viene alla luce un progetto dagli intenti così nefasti che è quasi difficile credervi.

Movimenti.org gode dell’appoggio ufficiale del Dipartimento di Stato e della Columbia Law School. Fra le corporation che lo sponsorizzano vi sono Google, Pepsi e il Gruppo Omnicon, tutti membri del globocraticoCouncil on Foreign Relations (CFR).  Sponsor è anche CBS News, che figura nella lista delle corporation facenti parte della globocratica Chatham House.  Fra gli altri sponsor citiamo Facebook, YouTube, Meetup, Howcast, National Geographic, MSNBC, GenNext e il gruppo di pubbliche relazioni Edelman.

Del team di Movimenti.org fa parte il co-fondatore Jared Cohen, membro del CFR, direttore di Google Ideas ed ex membro del gruppo di programmazione del Dipartimento di Stato, dove ha lavorato sotto la dirigenza di Condoleeza Rice e di Hillary Clinton.

Fondatore di Movimenti.org insieme a Cohen è Jason Liebman di Howcast Media, il quale lavora con agglomerati mega-corporativi quali Proctor & Gamble, Kodak, Staples, Ford e con agenzie governative come il Dipartimento di Stato americano e il Dipartimento della Difesa, allo scopo di creare “intrattenimento standard di marca, media sociali innovativi e campagne mediatiche mirate”. Ha anche lavorato 4 anni con Google, dove ha contribuito a costruire partnership con Time Warner (CFR), News Corporation (FoxNews, CFR) Viacom, Warner Music, Sony Pictures, Reuters, the New York Times e con la Washington Post Company.

Anche Roman Sunder è annoverato tra i co-fondatori di Movimenti.org.  E’ fondatore di Access 360 Media, una compagnia che si occupa di pubblicità di massa, ed ha contribuito ad organizzare il summit PTTOW!, che ha messo insieme 35 alti funzionari di compagnie come AT&T (CFR), Quicksilver, Activison, Facebook, HP, YouTube, Pepsi (CFR) con il governo americano, allo scopo di discutere il futuro dell’”industria giovanile”. E’ anche membro del consiglio d’amministrazione di GenNext, altra organizzazione no-profit che si prefigge lo scopo di “influenzare il cambiamento delle nuove generazioni”.

Considerati i ruoli ricoperti da queste persone, è difficile immaginare che il cambiamento da essi auspicato non si identifichi con una generazione che beve più Pepsi, che mangia più cibo spazzatura e che crede al Governo degli Stati Uniti ogni volta che esso ci fa pervenire le sue menzogne attraverso i media corporativi.

Mentre gli attivisti che partecipano alle riunioni di Movimenti.org aderiscono alle filosofie del liberalismo “di sinistra”, gli uomini che organizzano queste riunioni, le finanziano e promuovono i programmi degli attivisti provengono dalle mega-corporazioni americane. Si tratta degli stessi comitati d’affari che hanno violato i diritti umani in tutto il mondo, devastato l’ambiente, venduto prodotti scadenti fabbricati oltreoceano da lavoratori che vivono in condizioni di schiavitù e promosso un’agenda avente per fine il profitto e l’espansione perpetua a qualsiasi costo. L’ipocrisia di tutto ciò è sconcertante, a meno che non ci si renda conto che il nefasto programma autoreferenziale di costoro può essere portato avanti solo mascherandolo da genuino amore per l’umanità, seppellendolo sotto montagne di retorica buonista e facendosi aiutare da un esercito di giovani ingenui e facili da sfruttare.

Ciò che vediamo non è una fondazione a cui tutti gli attivisti possano collaborare, ma una fondazione che utilizza un gruppo ben selezionato di attivisti, i quali lavorano su “problemi specifici” che il Dipartimento di Stato americano desidera vedere “modificati”. Sudan, Iran, Arabia Saudita, Egitto, Europa Orientale, Venezuela e perfino Thailandia: dovunque manifestanti e movimenti di protesta operino per rovesciare governi che non collaborano con i progetti delle corporation americane, scoprirete che Movimenti.org è all’opera per sostenere i loro sforzi.

Il Movimento 6 aprile egiziano è uno di questi e il ruolo che esso ha ricoperto nella defenestrazione di Hosni Mubarak da parte degli americani, che potrebbe portare al potere il loro uomo Mohamed El Baradei, è un esempio perfetto di come venga schierato in campo questo nuovo esercito di gioventù manipolata. Sono le “rivoluzioni colorate” in versione 2.0, gestite direttamente dal Dipartimento di Stato USA con l’appoggio delle corporation americane.

E’ strettamente consigliabile che i lettori si rechino essi stessi a visitare il sito di Movimenti.org, in particolare la parte che riguarda i 3 summit già organizzati e quelli in preparazione. Tutti, dalla RAND Corporation al Council on Foreign Relations, vi presenziano per portare il loro “sostegno”. Movimenti.org non è altro che un nuovo tentacolo avente lo scopo di manipolare e distruggere la sovranità delle nazioni estere.

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