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Archive for the ‘Europa’ Category

L’Europa che verrà (nostra o di Allah?)

In Europa, Immigrazione e questione Nord Africa e del Medio Oriente, Mondo on ottobre 22, 2012 at 9:09 pm

 

Recentemente il cardinale Peter Turckson, presidente del Pontificio Consiglio per la Pace e la Giustizia, ha proposto a tutte le Eccellenze cattoliche attualmente raccolte a Roma per il sinodo dei vescovi un video di natura schietta, pragmatica e sintetica. Argomento trattato: le fredde ma eloquentissime cifre della statistica demografica.

Qui di seguito, in breve, ciò che i padri sinodali hanno appreso.

Fermo restando che, per la ricerca, una popolazione si possa conservare e crescere con – almeno – un tasso di fertilità dell’2,11, di seguito i dati sulla natalità in Europa: Francia 1,8 (da notarsi che per i musulmani all’ombra dell’Arc de Triomphe la rilevazione è dell’8,11), Inghilterra 1,6; Grecia 1,3; Germania 1,3; Italia 1,2; Spagna 1,1; Unione Europea nel suo complesso 1,38.

Eppure l’Europa è sempre più abitata. Chiaramente l’arcano per cui si possa manifestare tale fenomeno è l’immigrazione e l’immigrazione in Unione Europea è per il 90% di provenienza islamica.

Il video procede impietoso: in Francia, attualmente, il 30% dei minori di vent’anni è musulmano, tra quarant’anni la maggioranza dei francesi pregherà verso La Mecca.

In Inghilterra, attualmente, ci sono più musulmani praticanti che cristiani.

In Olanda, attualmente, il 50% dei nuovi nati ha genitori maomettani, tra quindici anni il 50% della popolazione olandese sarà musulmana.

In Belgio, attualmente, il 25% della popolazione e il 50% dei nuovi nati sono musulmani.

Nel 2025 il 33% dei bambini europei saranno avvezzi a memorizzare il corano (breve inciso: siamo sicuri che per il restante 64% ,ma ciò potrebbe valere anche a prescindere da tali analisi, non possa essere utile leggere il Vangelo e il Catechismo?).

Lo Statistisches Bundesmat ( o ufficio federale di statistica, chiaramente tedesco) ha recentemente dichiarato in una relazione ufficiale: “La caduta della popolazione non può più essere fermata. La sua spirale discendente non è più reversibile. La Germania sarà uno stato musulmano entro il 2050”.

È riportata anche una testimonianza gheddafiana che recita: “Ci segni che Allah concederà la vittoria all’Islam in Europa senza spade, senza armi, senza conquiste. Non abbiamo bisogno del terrorismo, non abbiamo bisogno di attentatori omicidi. I più di cinquanta milioni di musulmani renderanno il continente musulmano in pochi decenni”.

In Europa, attualmente, ci sono cinquantadue milioni di islamici, sempre per stime tedesche, saranno centoquattro tra vent’anni.

Eloquente no?

Che ognuno faccia pure le proprie valutazioni, tanto…tanto tanto più la catastrofe (sì catastrofe, perché vedere la Sorbona trasformata in una scuola wahabita con borse di studio in petrodollari graziosamente concessi dagli al Saud è oggettivamente una catastrofe) è grande tanto più sembra inutile denunciarla.

Intollerante? Islamofobo? Oscurantista? Xenofobo? razzista? Fate voi, prenderò nota di tali denunce, ve lo giuro le annoterò in agenda, vedremo però a chi darà ragione la Storia.

A chi la Storia darà ragione…

Mi sia concesso solo di togliermi solo qualche sassolino dalla scarpa, perché forse verrà il giorno in cui si smetterà di sputare su un certo personaggio della nostra storia, prima osannato poi rinnegato. Forse la crescita della natalità, l’incoraggiamento agli sposi, il vanto della famiglia numerosa, le tasse sul celibato e gli sgravi per i maritati (ricordate italiani? O preferite ricordare solo gli stivaloni e il fez?).

Forse tutto ciò aveva una sua logica, forse non sarà stata solo la trovata d’un violento cialtrone romagnolo, buono da applaudire tanto da scorticarsi le mani fino all’osso e da abbandonare alla prova del fuoco.

Forse sarà giudicata più saggia la politica che guarda ai secoli venturi che non quella dei trimestri venturi.

Forse i compuntissimi e sapientissimi e infallibilissimi e indefettibilissimi professori, nel caso Monti e Fornero, che curano il malato togliendoli il pane, che curano la recessione con tasse e riduzioni di spesa ( oh Keynes abbi pietà di loro perché non sanno quello che fanno), che firmano lettere per spellarsi le mani fino all’osso indirizzate alla semianonima Commissione dell’ Unione delle Repubbliche Islamicoventure d’Europa, nel caso rappresentara daViviane Reading, per complimentarsi dell’iniziativa di prossima imposizione di quote rosa nei consigli d’amministrazione (e, si immagina, così, a cascata, in tutte le imprese e in esse in tutti i livelli), in nome d’un concetto d’equità-efficienza di tipo astratto-egalitario che difficilmente trova fondamento nella natura e nella complementarietà tra uomo e donna, che, ci dicono, creerà surplus di portafoglio ma che di certo non porterà la vita nelle famiglie e così nelle nazioni, forse saranno un giorno maledetti per aver tolto al popolo d’Italia e a quelli d’Europa le proprie madri .

Filippo Deidda

[Conferenza Centro Studi]Un Governo al Buio. Dei Caveau.

In Europa on dicembre 13, 2011 at 11:29 am

Ne parliamo, giovedì 15 dicembre, con Massimo Fini presso la sede dell’Associazione Culturale Presidio Milano.

SI VIS PACEM PARA NUCLEAREM!

In Europa, Immigrazione e questione Nord Africa e del Medio Oriente, Lavori Università, Mondo on dicembre 12, 2011 at 10:12 pm

di d.Curzio Nitoglia

L’Iran come traguardo

Nicolas Sarkozy, il neoconservatore “spinto”, di ascendenza ebraico-ungherese, americanizzante ed “astro” emergente – in questi ultimi mesi – quale “Generalissimo” della nuova Francia di De Gaulle e futuro “Imperatore” del restaurando Impero napoleonico, nonché Presidente dell’attuale Repubblica francese, è in preda ad una forte ‘sindrome napoleonica’ (la grandeur è ciclotimica in Gallia). Sarkozy cerca di sgomitare sempre più per conquistare una leadership in Europa volendo scipparla alla Germania (il maggio del 1940 non gli ha insegnato nulla). Dopo aver capitanato (dietro input dell’America) nella primavera scorsa l’invasione della Libia, dalla quale non si sa ancora come la Nato ne uscirà (forse come dall’Iraq e dall’Afghanistan, vale a dire con le ossa rotte), ha rilasciato un’intervista, il 31 agosto 2001, parlando di fronte agli ambasciatori di Francia, durante la preparazione del summit dei 60 Paesi che debbono “aiutare” la Nuova Libia a farsi dare “spontaneamente” il petrolio, il gas e l’acqua. In questa conferenza egli ha dichiarato che «le ambizioni militari, nucleari e balistiche dell’Iran rappresentano una minaccia crescente [per Israele], che potrebbe condurre ad un attacco preventivo contro i siti nucleari iraniani»http://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn1#_ftn1. Sarkozy ha detto anche che questo attacco non sarà condotto dalla Francia e dalla Nato (l’Iran non è la Libia e il piccolo “Napoleone” si sente un po’ depresso in certe circostanze), ma ha lasciato capire che sarà portata avanti dagli Usa e Israele. Infatti secondo il Presidente francese “un eventuale attacco preventivo provocherebbe una crisi grave”http://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn2#_ftn2, leggi una probabile guerra [mini]-atomica, ma pur sempre atomica (inoltre “parvum bellum in principio fit magnum in fine”), in cui la Turchia dal nord, l’Iran dal vicino sud-est, l’Afghanistan e il Pakistan dal lontano est e la Russia e Cina dall’oriente lontano ed estremo del nord e del centrohttp://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn3#_ftn3, quasi sicuramente non resterebbero a guardare. Certamente un conflitto mondiale nucleare di alta intensità distruggerebbe 2/3 dell’umanità ed è per questo che si tenterebbe l’opzione di bombardamenti lampo sull’Iran con “mini” bombe atomiche, per renderlo inoffensivo. Ma in queste vicende la storia ci insegna che si sa da dove si comincia e non si sa dove si arriva.  

La Siria come trampolino di lancio

Per quanto riguarda Damasco Sarkozy ha detto che oramai Assad non può tornare più indietro, “ha commesso l’irreparabile”, essendosi spinto troppo oltre nella repressione della rivoluzione siriana e che perciò la Nato “farà tutto ciò che è possibile [non che “è lecito”, si badi bene] perché trionfino le ispirazioni del popolo siriano e della democrazia”, come ha fatto in Libia, anche se non c’è ancora una fretta urgente d’intervenire stando così le cosehttp://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn4#_ftn4. La Siria non è potente come l’Iran e quindi Sarkozy pensa di farcela da solo come (auto proclamatosi) “Comandante in capo della Nato”. «A Sopot, in Polonia, l’Ue ha imposto un embargo contro il petrolio siriano, per convincere il regime di Assad a bloccare la “repressione” [leggi “legittima difesa”] delle opposizioni [inviate da al-Qaeda, come in Libia]. L’embargo sarà operativo da oggi (3 settembre 2011)»http://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn5#_ftn5. In pratica la Unione europea ha “messo al bando il petrolio siriano”http://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn6#_ftn6.  

20 settembre 2011 Creazione di uno Stato palestinese indipendente

La Nato e gli Usa dicono (ma, “non si crede a tutto quel che si dice”, Aristotele, Metafisica) che occorre garantire uno Stato indipendente palestinese. Israele ha già risposto no ed ha dotato i coloni israeliani di bombe assordanti, che possono far saltare i timpani e gli occhi di coloro che le ricevono come regali di pace democratica.

Come si vede – dopo l’Africa bianca – il vicino oriente: Palestina, Siria, Libano, Israele, e il prossimo-estremo oriente: Russia e Cina, sono in allerta e potrebbero reagire fortemente ad un attacco “mini” nucleare contro l’Iranhttp://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn7#_ftn7. In questo caso saremmo in pieno nella terza guerra mondiale e “mini” atomica, la quale non è così campata in aria, ma neppure vicinissima e certissima.  

Turchia e Israele

Proprio ora (1° settembre) è giunto a temine il rapporto sull’attacco “preventivo” del 31 maggio 2010 da parte dei militari israeliani contro la nave turca che portava dei pacifisti (nove dei quali vennero uccisi) nella striscia di Gaza, dopo l’operazione israeliana “preventiva” (“piombo fuso”) contro le “armi di distruzione di massa” degli abitanti del deserto di Gaza. Ebbene il risultato del rapporto è stato che vi fu un impiego sproporzionato e non necessario della forza, tendente non a neutralizzare, ma a ferire e persino uccidere. Erdogan ha preteso le scuse israeliane, ma Netanyahu le ha rifiutate, limitandosi ad un laconico “ci dispiace”. La Turchia, perciò, il 2 settembre ha cacciato l’ambasciatore d’Israele da Ankara ed ha richiamato il proprio da Tel Aviv. Inoltre ha inviato delle navi da guerra ad ispezionare i mari e specialmente il Mediterraneo, che lambisce la Palestina. Addirittura il 7 settembre la Turchia ha “sospeso i rapporti militari e commerciali con Israele”http://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn8#_ftn8 ed «ha annunciato l’avvio di una procedura di fronte alla Corte di Giustizia per contestare la legalità del blocco navale israeliano su Gaza. […]. Erdogan ha detto che “Israele si è sempre comportato come un bambino viziato”»http://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn9#_ftn9.

È evidente il fatto che ogni giorno si aggiunge una notizia nuova e preoccupante, la quale va verso una probabile direzione: “il guerrone” come nel 1913 lo chiamava San Pio X. Chissà forse era un complottista maniaco anche lui, che vedeva “sciagure” dappertutto? Qualcuno lo direbbe, anche se “il guerrone” è realmente scoppiato nel 1914, ma questo non ha molta importanza agli occhi dei “profeti di ventura” o “apostoli dell’ottimismo”, che portano più sciagure dei “profeti di sventura”, i quali annunziavano le sventure affinché i fedeli facessero penitenza e allontanassero la collera divina, mentre i primi illudono i semplici dicendo loro che tutto va bene e li conducono verso la catastrofe. “I neutrali fanno scoppiare le guerre”, recita un proverbio popolare.  

Come si è arrivati a tanto?

Ezio Bonsignore in un interessante articolo apparso sulla rivista Military Technology (n. 5/2011) spiega che tutto risale al “Trattato di non-proliferazione nucleare” (“Tnpn”), stilato tra il 1987-88 tra Bush senior e Gorbachiov. Questo “Trattato” prevedeva de jure la fine della corsa al riarmo nucleare per i Paesi già in possesso di armi atomiche e la non-proliferazione dell’atomica per quanto riguarda i Paesi ancora privi di essa, a condizione di poter usufruire della tecnologia nucleare civile solo a scopi energetici. Invece de facto il “Tnpn” è servito a far mantenere le armi atomiche all’America, alla Nato e ai Paesi che già la possedevano, i quali non hanno proceduto verso il disarmo, mentre de jure è servito ad impedire che i Paesi emergenti si dotassero d’energia atomica sia a scopi energetici sia come deterrente bellico.

Si pensi al caso dell’Iraq bombardato il 7 giugno 1981 dall’aviazione israeliana, il cui Stato possiede circa 300 testate nucleari (in quell’occasione, con l’Operazione Babylon, o Operazione Opera, Israele condusse un attacco a sorpresa contro l’unico reattore nucleare iracheno situato a 17 km. sud-est di Bagdad. Si trattava di un reattore nucleare della classe Osiris, denominato Osirak, acquistato dalla Francia nel 1976 e progettato per scopi civili. Israele dichiarò di avere agito per leggitima-difesa. L’attacco, condotto con caccia F15 ed F16 classe A, avvenne tre settimane prima delle elezioni della Knesset. In quell’occasione persero la vita 10 militari iracheni ed un civile francese. Le Risoluzioni che lONU sancì successivamente contro Israele non impedirono comunque che questa azione facesse scuola per una nuova concezione di legislazione bellica, quella della “guerra preventiva”: vedi in meritoThe Bush doctrine makes nonsense of the UN charter-e- S-RES-487(1981) Security Council Resolution 487 (1981)).. Saddam nonostante il bombardamento del 1981, è caduto nella trappola di invadere il Kwait – col tacito permesso americano, che poi è stato negato di essere stato concesso dagli Usa stessi – ed ha subito l’invasione del 1991, che si è fermata alle porte di Baghdad, a condizione che Saddam facesse entrare i tecnici per constatare che veramente avesse rinunciato allo sforzo di dotarsi della bomba atomica come deterrente. Gli ispettori hanno accertato che l’Iraq realmente non possedeva né bomba atomica, né armi di distruzioni di massa e quindi ha dato il via libera agli Usa e GB di invadere l’Iraq nel 2003 e di farsi impiccare. Come si vede la politica della “mano tesa” è servita soltanto per mettere il cappio al collo di Saddam. ●Lo stesso è stato fatto alla Libia nel 2011 e in ambito religioso si procede, dal 1979-1984 e dal 2005 in maniera sempre più intensa, a fare un’operazione simile verso il mondo antimodernista (infatti la globalizzazione e il mondialismo prevedono la erezione di una “Repubblica universale” ed assieme di un “Tempio universale”). Una volta che il potere sinarchico e mondialista civile e “religioso” ha constatato che il nemico è inoffensivo, allora lo strozza. “Saddam docet”. Infatti nel 2003 Gheddafi, dopo la caduta di Baghdad, ha cominciato a temere di fare la stessa fine di Saddam, ma invece di premunirsi fornendosi di materiale nucleare deterrente e non offensivo (“si vis pacem para bellum!”), nel dicembre del 2003 ha rinunciato ai programmi nucleari libici, che già erano in corso e che lo avrebbero salvato dalla “rivoluzione” della “primavera araba” del 2011, pilotata da Israele, Usa e Nato ed eseguita dalla manovalanza qaedista proveniente, in massima parte, dall’Africa nera, coadiuvati e finanziati dall’Arabia Saudita, dagli Emirati arabi e dal Qatar. Bush junior e Tony Blair gli hanno teso il tranello e il colonnello libico c’è cascato in pieno. Ha disarmato, ha fatto entrare il “cavallo di Ulisse” dentro “Troia”. Usa e GB hanno proposto Gheddafi come esempio da imitare all’Iran e alla Corea del nord, le quali non hanno raccolto l’invito, altrimenti ora si troverebbero nella stessa situazione di Gheddafi, che all’inizio della “rivoluzione” circa sei mesi fa, assieme ai suoi figli avrebbe voluto trattare una “resa condizionata”, ma gli è stata imposta come all’Italia, Giappone e Germania nel 1943-45 la “resa incondizionata”. Gheddafi ha la scelta di morire in combattimento o di essere assassinato dal Tribunale dell’Aja, che continua quello di Norimberga del 1946. Ezio Bonsignore commenta: «Gheddafi ha stupidamente dato via l’unico asset che avrebbe protetto il suo Paese dall’intervento armato della Nato» (Military Technology, ibidem, p. 3). Se avesse mantenuto le pochi ma sufficientemente deterrenti armi nucleari e i missili a lungo raggio, lo scenario attuale sarebbe da incubo. Un incubo che rischiamo di vivere tra poco, quando si passerà all’aggressione della Siria e dell’Iran.

Purtroppo se la “Storia è maestra di vita”, quasi nessuno la vuole ascoltare. Gheddafi è stato uno di questi (e il mondo legato alla Tradizione cattolica rischia di fare una fine simile, anche se meno cruenta e più soft, secondo lo stile paludato clericale ed ecclesiasticohttp://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn10#_ftn10). L’America ha prima blandito con parole dolci e incoraggianti la Libia a disarmare, facendole balenare un futuro di pace e tranquillità nel seno dell’Occidente e fuori del ghetto pan-arabista, poi – invece – ha inghiottito Gheddafi e il suo Paese, dopo essersi assicurata che essi stessi si erano auto-disarmati.  

VIDEO – Saif al-Islam Gaddafi:

“il nostro più grande errore è stato di aver interrotto, o ritardato, l’acquisto di nuove armi…eravamo in pace…e l’altro errore è stato quello di aver creduto ai nostri nemici”

http://www.youtube.com/watch?v=vHXy57Pyd7w

 Morale della favola

Oggi 9 settembre sento alla radio (GR1) che al-Qaeda (finanziata dagli Usa prima, durante e dopo l’11 settembre 2001, come dimostrano gli avvenimenti libici), starebbe preparando un grande attacco a New York per il 10° anniversario dell’11 settembre. È, forse, l’ennesima auto-strage giudaico-americanista per lanciare una III guerra mondiale “mini” atomica?

Perciò non bisogna disarmare né militarmente (Iran), né teologicamente (antimodernisti ed “ermeneutica della continuità”). Anzi, proprio l’aggressione alla Libia si rivelerà alla lunga un boomerang, che spingerà i Paesi nell’occhio del mirino a dotarsi di mini testate nucleari e di missili deterrenti a lunga gittata per portarle a destinazione in caso di aggressione. Le cinque lettere del general Cambron sono oggi più attuali che mai.

Lo stesso vale in campo religioso, l’antimodernismo – con la tattica dell’ermeneutica della continuità – sta subendo lo stesso accerchiamento, che lo porterebbe alla resa spontanea, nella speranza di una pace duratura. Invece sarebbe soltanto l’inizio della fine. “Chi ha orecchie per intendere, intenda”. Ma “numerus stultorum infinitus est”. Mi ricordo un piacevole episodio (che ritorna attuale) svoltosi a Torino, circa 28 anni or sono, quando morto mons. Attilio Vaudagnotti, il quale aveva mantenuta la Messa tradizionale nel Capoluogo piemontese, presso la Chiesa della Misericordia, vi furono dei “colloqui” tra l’Arcivescovado ed alcuni notabili “tradizionalisti”, legati più al canto gregoriano che alla Messa romana, i quali avrebbero accettato il diktat dell’Arcivescovo Ballestrero di poter continuare ad usufruire della Messa in lingua latina e cantata gregorianamente, ma secondo il Novus Ordo Missae. Un dottore degli alpini, Renato Carnaghi, oramai morto, quando nel corso della riunione il Segretario dell’Arcivescovo ed i notabili conservatori del canto gregoriano e della lingua latina stavano per concludere la pace, ossia la Messa nuova in latino, si alzò e disse: “Signori, qui caliamo la braghe. Ma se io mi calo le braghe è per mostrarvi il deretano!”http://www.doncurzionitoglia.com/si_vis_pacem_para_nuclearem.htm – _ftn11#_ftn11. Ebbene questa semplice frase fece naufragare il tranello. La Messa tradizionale a Torino è continuata grazie ad una frase breve ma “forte”, “chi è breve è bravo”, la fortezza è una virtù “cardinale” (non “sacerdotale”). Facciamone tesoro!

d. CURZIO NITOGLIA

9 settembre 2011

[1] http://blog.panorama.it a cura di Anna Mazzone giornalista del quotidiano Il Riformista, 1° settembre 2001.

[2] http://www3.lastampa.it, 31 agosto 2001.

[3] Vladislav Gulevitch, un analista del sito russo Strategic Culture Foundation, ha citato un ex vice segretario di Stato al Tesoro americano Graig Roberts, il quale ha dichiarato: «Noi americani dobbiamo rovesciare Gheddafi e Assad perché vogliamo espellere Cina e Russia dal Mediterraneo».

[4] http://blog.panorama.it a cura di A. Mazzone, 1° settembre 2001.

[5] Ivo Caizzi, Corriere della Sera, 3 settembre 2001, p. 20. Su la Repubblica del 3 settembre 2011 a pagina 1, Bernardo Valli, ha intervistato il nuovo rais di Tripoli e della “nuova” Libia, “lo jiadhista che guida Tripoli […]. Abdel Hakim Belhaj […] ex diretto interlocutore di Bin Laden e del Mullah Omar. […]. Gli americani lo avevano arrestato nel 2004, all’aeroporto di Kuala Lumpur in Malesia, […] trasferito in una prigione a Bangkok torturato dagli uomini della Cia e poi consegnato ai libici. […] Ha partecipato all’insurrezione contro Gheddafi e potrebbe rivelarsi col tempo un “cavallo di Troia” di al-Qaeda».

[6] Ivi.

[7] http://www.mpgbonn.de

[8] TM news, agenzia giornalistica multicanale, 8 settembre 2011.

[9] TM news, ivi.

[10] Mi riferisco soprattutto alla penetrazione ed occupazione – voglio sperare in buona fede e con le migliori intenzioni – di questo mondo antimodernista, ricco di una buona dose di ingenuità, da parte dei neo e teo/conservatori italiani, atei devoti, stile Marcello Pera, Giuliano Ferrara, ed alcuni membri di ‘Alleanza Cattolica’ e ‘Lepanto Foundation’… “Timeo cripto-modernistas et dona ferentes”.

[11] In realtà da buon alpino usò un termine più “colorito”, che fece arrossire il Segretario dell’Arcivescovo e i notabili del canto gregoriano.