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Archive for the ‘Lavori Università’ Category

Initium sapientiae timor Domini

In Lavori Università on agosto 31, 2012 at 9:18 pm

Poiché sarà possibile modificare il Codice etico fino al 31 dicembre 2012, ci pare opportuno proporre alcuni chiarimenti che – dopo esser stati condivisi nella loro essenza dal Vescovo di Forlì – Bertinoro, mons Pizzi (http://www.diocesiforli.it/news+e+appuntamenti/-hcDocumento/id/827/news-e-appuntamenti.html) – devono assolutamente essere introdotti nel documento presentato dall’Università affinchè il Nostro Ateneo possa considerarsi ancora cattolico non solo di nome, ma anche di fatto.

Come modificare il Codice etico

Per modificare il contenuto del Codice etico è necessario andare all’indirizzo Internet http://www.unicattolica.it/4776.html e, dopo aver compilato la parte relativa alle informazioni personali, copiare il messaggio riportato qui sotto:

Il sottoscritto suggerisce che il Codice Etico venga modificato nei seguenti punti:

                                                                      Preambolo            

1. Rimuovere il riferimento al «cristianesimo» e affermare con chiarezza la vocazione cattolica dell’Università. È opportuno citare la Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae del Beato Giovanni Paolo II.

2, d. Un Ateneo cattolico non si regge su vaghi valori, ma sulla Dottrina cattolica e sulla Fede.  È quindi opportuno citare la prima parte – relativa alla natura dell’università cattolica e ai suoi obiettivi – della Costituzione Apostolica succitata.

2, e. L’accettazione del Trattato di Lisbona pone lo studente cattolico nella necessità di disobbedire all’Università per ubbidire al Papa. Giovanni Paolo II criticò questo trattato e Mons. Rey, Vescovo di Frejus-Toulon, disse che tale Trattato «rappresenta in molti punti una rottura intellettuale e morale con le altre grandi formulazioni giuridiche internazionali, presentando una visione relativistica ed evolutiva dei diritti dell’uomo che mette in causa i principi del diritto naturale».

 

 

Titolo I

Art.1, punto 1. Non si può accettare il concetto di una discriminazione fondata sul cosiddetto «orientamento sessuale», in quanto tale criterio non è condiviso dal Magistero della Chiesa. Tutto questo punto, inoltre, si fonda su una concezione relativista del mondo.

Art.2,  punti 1 – 4. Non si può accettare una disposizione composta da ben quattro commi che pare figlia di una visione culturale “sessocentrica”, tipica della società contemporanea.

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Relativismo: codice etico dell’Università Cattolica

In Lavori Università on agosto 31, 2012 at 9:15 pm

 

di Mauro Faverzani

 

 

È ancora “ad experimentum” per un anno, ma ha già scatenato un putiferio: è il nuovo Codice etico, di cui si è dotata l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Trenta pagine fitte fitte, introdotte nel novembre scorso quasi in sordina, senza che nessuno o pochi se ne accorgessero per mesi. Ma ora che son diventate di dominio pubblico, han già suscitato forti reazioni, anche sulla stampa. Alcuni professori, anzi, han dichiarato pubblicamente di nutrire forti riserve e di voler recapitare agli organi competenti una serie di motivate critiche.

Tra questi, c’è il prof. Massimo de Leonardis, ordinario di Storia delle Relazioni e delle Istituzioni Internazionali, dettosi stupito dall’assenza nel Codice di riferimenti al Magistero, ai testi della Chiesa ed, in particolare, al documento Ex Corde Ecclesiae, scritto dal Beato Giovanni Paolo II proprio per le Università Cattoliche: «E’ un’omissione certamente sorprendente  – afferma  – perché la citata Costituzione Apostolica del 15 agosto 1999 è definita esplicitamente dal Pontefice come “Magna Charta” per le università cattoliche. Non ci sono riferimenti al Catechismo o al Compendio di Dottrina Sociale della Chiesa. Si parla nel primissimo articolo di “principi del Cristianesimo” e non del Cattolicesimo. Tutto questo mi pare alquanto strano, considerando invece il richiamo a testi costituzionali assolutamente laici». Si parla di «gravi cedimenti» ed ambiguità in fatto di morale sessuale.

In che senso? «Il titolo I art. 1, quindi proprio all’inizio – dichiara il prof. de Leonardis – afferma che tutti i membri dell’Università Cattolica hanno diritto ad essere trattati come soggetti portatori di diritti e di valori, ed a non essere ingiustamente discriminati, in ragione di uno o più fattori. Tra questi, il “genere” e l’orientamento sessuale». «Ora, l’omosessuale non è in quanto tale portatore di diritti e di valori, la Chiesa considera anzi l’omosessualità come uno dei peccati più gravi. Credo che questo articolo vada pertanto riformulato. C’è un precedente: l’anno scorso all’Università Bocconi uno studente è stato sanzionato dalla commissione disciplinare dell’Ateneo proprio perché aveva espresso in un manifesto la dottrina della Chiesa in merito. Giudico inoltre una caduta di stile affrontare subito all’art. 2 la voce «abusi sessuali e morali»: che un’Università Cattolica ponga ciò all’inizio di tutta una serie di regole, mi pare una concessione alla mentalità pansessualistica attuale».

Singolare invece l’esplicito richiamo al Trattato di Lisbona, testo in cui fu escluso qualsiasi riferimento alle radici cristiane quale elemento fondativo dell’Europa… «Sì, questo è assolutamente sorprendente  –  prosegue de Leonardis  – Su tale punto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI  – già da Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede  sono sempre intervenuti in termini molto drastici contro l’omissione del riferimento alle radici cristiane. Non solo: è stato più volte denunciato e criticato il fatto che l’Unione Europea rappresenti in un certo senso la personificazione di quello che il Santo Padre definisce la dittatura del relativismo.

Io francamente come docente dell’Università Cattolica non vedo perché dovrei dichiarare la mia adesione ai principi del Trattato di Lisbona ed anzi lo stesso riferimento alla Costituzione italiana mi sembra forse superfluo. La legge non lo richiede a professori e studenti. Non vedo perché debba farlo un’Università Cattolica, tanto più quando non richieda una esplicita adesione  ai principi della morale e della dottrina cattolica. Un tempo in questo Ateneo si doveva fare il cosiddetto giuramento antimodernista, che fu abolito dopo il Sessantotto. Non vorrei che adesso vi fossero nuove imposizioni, oltre tutto per documenti che nulla hanno a che vedere con la dottrina cattolica».

Questo codice pare essere invece stato imposto a tutti, docenti e studenti, suscitando anche preoccupazioni: «Guardi, io ovviamente non posso rispondere per gli studenti, alcuni dei quali mi hanno avvicinato esprimendomi le loro perplessità, né per il personale tecnico-amministrativo. Posso parlare come docente… Devo dire che c’è stata, a mio giudizio, un’insufficiente comunicazione: mi risulta che questo codice etico sia stato approvato l’11 luglio del 2011 dal Senato accademico e che sia entrato in vigore dal primo novembre. Io, essendo anche Direttore di Dipartimento, sono molto attento a tutta la normativa diffusa, ma confesso di aver appreso per caso della sua esistenza solo ad aprile-maggio.

Quando ho riunito il mio Dipartimento, ho constatato come la maggior parte dei membri, anzi quasi tutti nulla sapesse della sua esistenza. Mi risulta che almeno uno degli assistenti ecclesiastici ed alcuni Vescovi siano perplessi in merito al testo. É possibile segnalare suggerimenti migliorativi, credo si debba approfittare di tale opportunità, per ottenerne un decisivo miglioramento. Quanto all’adesione, in assenza di miglioramenti, firmerò ma con le riserve esplicite citate, perché vi sono gravi limiti».

Tra l’altro c’è un problema anche di forma: il Codice etico – recita il comma 5 dell’art. 51 –  «non sostituisce i precetti contenuti nelle leggi, nei regolamenti, nonché nello Statuto e nelle restanti fonti espressive dell’autonomia universitaria».

Ma allora che cos’è? Non c’è già scritto tutto – e meglio – nei documenti citati, tuttora in vigore? E che potere vincolante ha? In nome di che cosa? Sono interrogativi, cui gli ideatori del Codice sarebbe bene dessero risposta.

Codice etico: una riflessione del prof. De Leonardis

In Lavori Università on agosto 31, 2012 at 9:14 pm

(Dal sito http://www.culturacattolica.it/)

 

Il Codice Etico è un lungo documento di 30 pagine. In esso non compare però alcun esplicito riferimento al Magistero, ai suoi testi (p. es. il vigente Catechismo della Chiesa cattolica o il Compendio della dottrina sociale della Chiesa) né, in particolare, alla Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae, emanata il 15 agosto 1990 dal Beato Giovanni Paolo II appositamente per le Università Cattoliche. Tale testo fu definito dal Sommo Pontefice «la “magna charta”» per gli Atenei cattolici. Una Università Cattolica, esso recita, «in quanto cattolica, ispira e svolge la sua ricerca, l’insegnamento e tutte le altre attività secondo gli ideali, i principi e gli atteggiamenti cattolici».

Sono tanto più sorpreso delle omissioni che ho appena ricordato, in quanto si chiede invece esplicitamente di sottoscrivere «il rispetto dei principi ispiratori della Costituzione della Repubblica Italiana e del Trattato sull’Unione Europea, come modificato a Lisbona il 13 dicembre 2007» [art. 2, comma E del Codice etico]. Si tratta di due documenti politici, sui quali mi pare lecito avere riserve ed esprimere dissenso, pur nell’ovvio rispetto delle leggi dello Stato. L’adesione a tali documenti non è richiesta da alcuna norma dello Stato e non mi risulta che nessun ateneo italiano, statale o libero, richieda analoga dichiarazione, che lede la libertà di coscienza. Tanto più che sono ampiamente note le battaglie svolte dai due ultimi Pontefici per ottenere nel Preambolo della “Costituzione europea” la menzione delle radici cristiane dell’Europa, nonché le loro serrate critiche per l’assenza di tale riferimento e la loro denuncia del relativismo riguardo ai valori che ispira l’Unione Europea. Per quanto mi riguarda sono pronto a sottoscrivere una dichiarazione di piena accettazione dei dogmi e di fedeltà al Magistero della Chiesa, ma non credo di poter essere obbligato ad aderire ad altri documenti di carattere laico e politico.

Mi lascia inoltre assai perplesso l’art. I del Titolo I del Codice Etico: «tutti i membri della UCSC hanno diritto a essere trattati come soggetti portatori di diritti e di valori, con spirito di comprensione ed uguale rispetto e considerazione, e a non essere ingiustamente discriminati, direttamente o indirettamente, in ragione di uno o più fattori, inclusi la religione, il genere, l’orientamento sessuale, la coscienza o le convinzioni personali, l’aspetto fisico e il colore della pelle, la lingua, le origini etniche o sociali, la cittadinanza, le condizioni personali e di salute, la gravidanza, le scelte familiari, l’età». È un punto assai delicato sul quale occorre essere estremamente attenti. Sul tema ha già scritto sul vostro sito (http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=30598) l’Avv. Gianfranco Amato, le cui osservazioni sono del tutto condivisibili. In sintesi osservo che un conto è non discriminare in base all’orientamento sessuale, purché non ostentato in maniera provocatoria, altro è riconoscere che l’orientamento omosessuale sia portatore di particolari diritti e valori, come pretenderebbero i promotori dei vari gay pride. Ciò è in evidente contrasto con l’insegnamento costante della Chiesa. Mi pare che invece di fare un lungo elenco ispirato ad una ossessiva “correttezza politica” si poteva semplicemente scrivere che l’Università Cattolica non ammette alcuna discriminazione contraria alle leggi dello Stato ed alla dottrina cattolica.

Mi pare inoltre una caduta di stile che, subito dopo il “Preambolo” e le “disposizioni comuni” la prima questione affrontata dal Codice Etico” siano gli “abusi sessuali e morali”. Mi sembra un tributo pagato alla mentalità pansessualista oggi imperante.

Noto con soddisfazione che il Codice Etico è stato adottato ad experimentum e che fino a tutto il 2012 è possibile inviare agli organi competenti proposte “migliorative”. Certamente lo farò ed auspico che non solo chi opera nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma tutti i cattolici italiani, ecclesiastici e laici, che ogni anno sono invitati a sostenere il nostro Ateneo, intervengano nel dibattito. Una mobilitazione ferma e rispettosa è indispensabile per rendere il Codice Etico pienamente rispondente alle tradizioni dell’Ateneo e del tutto coerente, senza cedimenti o ambiguità, con la Dottrina della Chiesa.

Professor Massimo de Leonardis

Ordinario di Storia delle Relazioni e delle Istituzioni internazionali

IL FUMO DI SATANA DENTRO L’UNIVERSITA’ CATTOLICA

In Attività, Lavori Università on giugno 27, 2012 at 6:43 pm

IL FUMO DI SATANA DENTRO L’UNIVERSITA’ CATTOLICA

L’Università ex cattolica dimentica i riferimenti al magistero e impone il rispetto del Trattato di Lisbona relativista e politicamente corretto (con effetti concreti: ad esempio, diventa impossibile criticare l’ideologia gay)

«In una Università cattolica gli ideali, gli atteggiamenti e i principi cattolici permeano e informano le attività universitarie conformemente alla natura e all’autonomia proprie di tali attività», «le implicazioni morali, presenti in ciascuna disciplina, sono esaminate come parte integrante dell’insegnamento della stessa disciplina (…), e la teologia cattolica, insegnata in piena fedeltà alla Scrittura, alla tradizione e al magistero della Chiesa, offrirà una chiara conoscenza dei principi del Vangelo, la quale arricchirà il significato della vita umana e le conferirà una nuova dignità» (punti 14 e 20 della Costituzione Apostolica Ex corde Ecclesiae emanata dal Romano Pontefice, il Beato Giovanni Paolo II, il 15 agosto 1990).
Così era l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano che io ho conosciuto, ho frequentato ed in cui mi sono laureato, una trentina di anni fa. Prima, quindi, che lo stesso Ateneo decidesse di dotarsi del recente Codice Etico, alla cui sottoscrizione gli studenti sono peraltro obbligati. Si tratta di un testo di trenta pagine in cui aleggia ambiguamente una perniciosa vena relativista intrisa della più venefica political correctness. Trenta pagine in cui non viene fatta neppure una sola menzione a concetti quali Chiesa Cattolica, Papa, Magistero, Tradizione. Con buona pace della Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae.
Come ha giustamente denunciato il Centro Studi Jean d’Arc, all’art.1 del Preambolo del Codice Etico si accenna solamente ad un generico «Cristianesimo», senza alcun richiamo alla Fede Cattolica, mentre all’art. 2, lett. e), si invitano gli studenti, i docenti e il personale dell’Università al «rispetto dei principi ispiratori della Costituzione della Repubblica Italiana e del Trattato sull’Unione europea, come modificato a Lisbona il 13 dicembre 2007». E’ lo stesso trattato, peraltro, che secondo quanto evidenziato da S.E. Mons. Dominique Marie Jean Rey, Vescovo di Frejus-Toulon, «rappresenta in molti punti una rottura intellettuale e morale con le altre grandi formulazioni giuridiche internazionali, presentando una visione relativistica ed evolutiva dei diritti dell’uomo che mette in causa i principi del diritto naturale». La parte del Codice Etico dedicata, poi, alle «Disposizioni comuni», rigorosamente ispirata al politically correct, gronda pure di venature relativiste, le stesse contro cui continua a combattere, con ostinato coraggio, Sua Santità Benedetto XVI. Tra le varie perle se ne può scegliere una in particolare. L’art.1, ad esempio, si incarica di vietare ogni forma di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale di una persona. La stessa generica forma, fumosa ed ambigua, utilizzata dai sacerdoti del politicamente corretto per bollare di omofobia chiunque osi solamente accennare alle chiare ed univoche posizioni della Chiesa Cattolica in materia. Com’è noto, infatti, per i cattolici l’orientamento sessuale non può costituire una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc., rispetto alla non-discriminazione, perché diversamente da queste, essa appartiene oggettivamente alla sfera etico-morale. E vi sono ambiti nei quali non può considerarsi ingiusta discriminazione il fatto di tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido.
Il Magistero della Chiesa Cattolica sul punto è chiarissimo, come attesta un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, che merita di essere testualmente riportato in alcuni suoi passi:

12. Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone, incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale. Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all’abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma obbligatorio, e inoltre si imporrà non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone fisicamente o mentalmente malate. Così è accettato che lo stato possa restringere l’esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone contagiose o mentalmente malate, allo scopo di proteggere il bene comune.
13. Includere la “tendenza omosessuale” fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani, ad esempio, in riferimento alla cosiddetta “affirmative action” o trattamento preferenziale nelle pratiche di assunzione. Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all’omosessualità, che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali. Il passaggio dal riconoscimento dell’omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa e alla promozione dell’omosessualità. L’omosessualità di una persona sarebbe invocata in opposizione a una asserita discriminazione e così l’esercizio dei diritti sarebbe difeso precisamente attraverso l’affermazione della condizione omosessuale invece che nei termini di una violazione di diritti umani fondamentali.
14. La “tendenza sessuale” di una persona non è paragonabile alla razza, al sesso, all’età, ecc. anche per un’altra ragione che merita attenzione, oltre quella sopramenzionata. La tendenza sessuale di un individuo non è in genere nota ad altri a meno che egli identifichi pubblicamente se stesso come avente questa tendenza o almeno qualche comportamento esterno lo manifesti. Di regola, la maggioranza delle persone a tendenza omosessuale che cercano di condurre una vita casta non rende pubblica la sua tendenza sessuale. Di conseguenza il problema della discriminazione in termini di impiego, alloggio, ecc. normalmente non si pone.
Le persone omosessuali che dichiarano la loro omosessualità sono in genere proprio quelle che ritengono il comportamento o lo stile di vita omosessuale essere “indifferente o addirittura buono”, e quindi degno di approvazione pubblica. È all’interno di questo gruppo di persone che si possono trovare più facilmente coloro che cercano di manipolare la Chiesa conquistandosi il sostegno, spesso in buona fede, dei suoi pastori, nello sforzo volto a cambiare le norme della legislazione civile, coloro che usano la tattica di affermare con toni di protesta che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali (…) è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione. Inoltre, vi è il pericolo che una legislazione che faccia dell’omosessualità una base per avere dei diritti possa di fatto incoraggiare una persona con tendenza omosessuale a dichiarare la sua omosessualità o addirittura a cercare un partner allo scopo di sfruttare le disposizioni della legge.

Ebbene, è ora lecito domandarsi se, stando al nuovo Codice Etico dell’Università Cattolica, gli studenti potranno ancora sostenere – senza per questo passare per discriminatori – che l’omosessualità rappresenta una «grave depravazione» (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10.), che i suoi atti «sono intrinsecamente disordinati» (Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana), e «contrari alla legge naturale», poiché «precludono all’atto sessuale il dono della vita e non costituiscono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale» (art. 2357 del Catechismo della Chiesa Cattolica). Potranno sostenere che non deve essere giuridicamente riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, e che non deve essere consentita la possibilità di adozione per le coppie omosessuali? Potranno sostenere che l’orientamento sessuale non può essere riconosciuto come un diritto fondamentale dell’uomo?
La citata costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae contiene anche delle Norme Generali basate sul Codice di diritto canonico, del quale rappresentano un ulteriore sviluppo, e sulla legislazione complementare della Chiesa, norme che valgono per tutte le Università cattoliche e per le Istituzioni cattoliche di studi superiori in tutto il mondo (fermo restando il diritto della Santa Sede di intervenire, ove ciò si renda necessario). Ebbene, i quattro paragrafi dell’art.2 di tali disposizioni normative, intitolato «la natura di una Università Cattolica», meritano di essere testualmente riportati:

§ 1. Un’Università cattolica, come ogni Università, è una comunità di studiosi che rappresenta vari rami del sapere umano. Essa si dedica alla ricerca, all’insegnamento e a varie forme di servizi rispondenti alla sua missione culturale.
§ 2. Una Università cattolica in quanto cattolica, ispira e svolge la sua ricerca, l’insegnamento e tutte le altre attività secondo gli ideali, i principi e gli atteggiamenti cattolici. Essa è collegata alla Chiesa o per il tramite di un formale legame costitutivo e statutario, o in forza di un impegno istituzionale assunto dai suoi responsabili.
§ 3. Ogni Università cattolica deve manifestare la propria identità cattolica o con una dichiarazione della sua missione, o con altro appropriato documento pubblico, a meno che non sia autorizzata altrimenti dalla competente autorità ecclesiastica. Essa deve provvedersi particolarmente mediante la sua struttura e i suoi regolamenti, dei mezzi per garantire l’espressione e il mantenimento di tale identità in modo conforme al § 2.
§ 4. L’insegnamento cattolico e la disciplina cattolica devono influire su tutte le attività dell’Università, mentre deve essere pienamente rispettata la libertà della coscienza di ciascuna persona. Ogni atto ufficiale dell’Università deve essere in accordo con la sua identità cattolica.

Poiché il Codice Etico non può non considerarsi un «atto ufficiale dell’Università», i suoi estensori sono proprio sicuri che esso sia anche «in accordo con l’identità cattolica», secondo quanto previsto dall’art.2, § 4, delle Norme Generali emanate nella menzionata Costituzione Apostolica? Io mi permetto sommessamente di nutrire fortissimi dubbi in proposito.
Qui come viene introdotto sul sito della Università Cattolica del Sacro Cuore:

Di fronte alla crescente complessità dell’istituzione universitaria e della sua vita quotidiana, l’Università Cattolica ha deciso di riaffermare i propri principi e valori fondamentali, definendo regole più funzionali per garantire l’efficacia e la trasparenza dell’intera struttura. Importante tappa di questo processo è l’introduzione, a partire dal 1° novembre 2011, del Codice Etico e del Modello organizzativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
La prima novità riguarda il Codice Etico. Il testo, collocato nel solco dei valori che intessono lo Statuto dell’Università, raccoglie le regole di condotta che sempre più dovranno costituire un punto di riferimento per indirizzare i comportamenti di ciascuno, così da offrire risposte articolate, motivate ed eticamente responsabili, agli interrogativi e ai problemi originati dalla fluidità delle attuali reti relazionali, sociali, professionali.

Fonte: CulturaCattolica

POSTO FISSO? IMITATE MONTI, LUI SE NE INTENDE

In Lavori Università on febbraio 5, 2012 at 10:15 am

– di Marcello Foa
fonte: blog dell’Autore

Ma perchè Monti è così noioso? Forse perché ha sempre avuto il posto fisso? Il nostro presidente del Consiglio, che dà sapienti lezioni ai giovani sulle virtù dell’instabilità occupazionale, non è propriamente un modello di coerenza. Già perchè se scorri il suo curriculum scopri che di rischi, lui, non ne ha mai corsi. Notevole carriera, la sua. Non proprio trasparente ma bellissima. E soprattutto percorsa sapendo che sotto la passerella su cui camminava c’era sempre una rete di salvataggio; talvolta addirittura due.

Dal suo curriculum scopriamo che dal 1970 al 1985 ha insegnato economia all’Università di Torino. Esperienza traumatizzante e piena di incognite. Nel 1985 è passato alla Bocconi, dove è rimasto per ben 26 anni ricoprendo le cariche di professore, rettore e poi presidente. Nel frattempo (immagino beneficiando dell’aspettativa) anche commissario europeo e consigliere di Coca Cola, Moody’s, Goldman Sachs. E ha intrapreso attività pericolosissime e trasparenti assumendo la presidenza della Trilaterale, diventando membro del comitato direttivo di Bilderberg, uno dei presidenti del “Business and Economics Advisors Group” dell’Atlantic Council e fondando il think tank Breugel.

Un percorso esemplare, di un uomo che ha sempre saputo affrontare i rischi, soprattutto imprenditoriali, e che ora orgogliosamente può affermare: mi sono fatto da me. Ragazzi, accettate i suoi sermoncini e imitatelo. Se ne intende…

LA MASSONERIA AMERICANA È ESOTERICA E LUCIFERIANA d. CURZIO NITOGLIA

In Lavori Università on gennaio 23, 2012 at 1:04 pm

Prologo
●In ambiente teo/conservatore italiano (specialmente “Alleanza Cattolica”) si è diffusa l’idea che la massoneria latina è incompatibile con la Religione cattolico-romana in quanto atea ed anticlericale, mentre la massoneria anglo/americana non è né atea e neppure anticlericale e quindi compatibile col Cattolicesimo.
●Ora anche la ‘Conferenza Episcopale Tedesca’ nel 1983 ha precisato che pure la massoneria non apertamente atea ed anticlericale è soggettivista e relativista e quindi incompatibile con il Cattolicesimo.
●Un recente saggio sulle origini e i Rituali segreti della massoneria statunitense ci dimostra come la massoneria nordamericana sia anche atea, anticattolica, e persino luciferiana. Cerco di riassumere il saggio in questione e di porgerne il succo al lettore perché possa farsi un’idea appropriata non solo della massoneria americana, ma anche del teo/conservatorismo che pretende coniugare le radici americane (di cui la massoneria è parte capitale assieme al calvinismo e al giudaismo) con la civiltà europea e col Cattolicesimo, in funzione, ieri anti/sovietica ed oggi anti/islamista. Certamente l’islam e il bolscevismo sono incompatibili colla Religione cattolico-romana, ma non lo è di meno la massoneria anche americana e il teo/conservatorismo, che è una sua recente creatura politica, particolarmente pericolosa per l’ambiente cattolico tradizionale.
*
I Rituali massonici statunitensi dell’Ottocento
●Padre Paolo Siano in Fides Catholica (Frigento, 2/2011, pp. 22-83) dedica un lungo “saggio”, molto ben documentato (intitolato “Laicità illuministica ed Illuminismo esoterico nella Massoneria nordamericana), alla massoneria statunitense e dimostra che essa è non solo soggettivista e relativista, ma persino esoterica, gnostica, cabalistica e luciferista.
●Infatti, se si scava a fondo, l’Illuminismo radicale francese e non solo quello moderato inglese ha influito sulla massoneria americana (specialmente di ‘Rito scozzese’) e l’ha tinta di un profondo esoterismo cabalistico e gnostico sino a farla giungere al Prometeismo e al Luciferianismo.
●I due Rituali – consultati da padre Paolo Siano – del Supreme Council 33° grado dello Scottish Rite e del Southern Jurisdiction insegnano che il 30° grado del ‘Rito Scozzese Antico Accettato’, Cavaliere Kadosh, s’ispira ai Templari (cosiddetti “deviati”). I massoni Kadosh sarebbero i neo/Templari, cavalieri che lottano contro il Papato e i Dogmi della Chiesa romana.
●Inoltre la massoneria esoterica statunitense si spinge all’elogio di Prometeo, figura mitologica pagana, che si erge e lotta contro la Divinità ed ante-tipo di Lucifero, l’Angelo decaduto e diventato demonio per il suo “non serviam”, gridato contro la Volontà di Dio. Il “Dio” cui si rifanno i massoni americani è “il Dio che è nell’Uomo”, in breve la Divinità della massoneria non-atea e americana è il panteismo immanentista.
●La “Loggia” massonica è presentata come il “luogo della presenza luminosa della Divinità” o la Shekinah ebraica. I neo/Templari (ossia i massoni) hanno ricevuto dai cabalisti e dagli gnostici le dottrine esoteriche e magiche, tramite i Kadosh. La massoneria esoterica ha, quindi, legami molto stretti con la magia specialmente cabalistica. Non è estranea ad essa neppure la “magia sessuale” più deviata e degenerata, da cui Sigmund Freud ha tratto le sue bizzarre teorie cabalistico-tamudiche, che nulla hanno di medico-scientifico.
●La teoria dell’Androgino primitivo, non poteva mancare alla massoneria esoterica anche americana e non solo latina. Il “Dio” massonico stesso è androgino o ermafrodito, in “Dio” vi è il “Lui” e il “Lei”, il “maschile” e il “femminile”. Inoltre l’energia della Kundalini (l’osso sacro) fa parte dei Rituali magici della muratoria statunitense, con le relative pratiche di sodomia.
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Storia della massoneria anglo/americana
●Nel 1895 un gruppo di massoni inglesi, statunitensi e canadesi (H. L. Stillson – W. J. Hugan, a cura di) pubblicarono un volume di circa mille pagine intitolato History of the Ancient and Honorable Fraternity of Free and Accepted Masons and concordant Orders (Boston-New York, 1895). Tale libro è la prova che la massoneria anglo/americana regolare e ritenuta non-atea e non-anticlericale coltivava almeno già da allora uno spirito gnostico, cabalistico, esoterico e ferocemente anticattolico-romano, né più e né meno come le massonerie latine dichiaratamente laiciste, atee ed anticlericali. Nel libro suddetto si legge che la Religione, anche quella cristiana, è “un prodotto dell’uomo, anzi del sentimento umano”, anticipando la dottrina del ‘sentimento’ o ‘esperienza religiosa’ del modernismo condannato da S. Pio X nella Pascendi nel 1907.
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Essoterismo massonico americano nel Novecento
●Jirah Dewey Buck (+ 1916), massone statunitense 33° grado, ha pubblicato diversi libri per spiegare la natura della filosofia occulta della massoneria, in cui è presente un forte spirito anticattolico, antipapista ed anticlericale, il tutto condito dalla “Teosofia” di madame Elena Blavatsky, la quale ha influenzato molto il modernismo italiano tramite Antonio Fogazzaro. Secondo J. D. Buck “l’uomo è divino, Dio è connaturale all’uomo”. Addirittura “satana è il padre delle Religioni dogmatiche, perché è il padre della menzogna”. Egli anticipa alcuni temi del modernismo, che elogia esplicitamente, e perfino della nouvelle théologie asserendo che “Cristo è la Divinità dell’uomo”. Infine nel 1917 si rifà al panteismo induista.
●Addirittura nel 1953 il massone nordamericano C. F. Arkoncel ha scritto un saggio sulla rivista “The New Age” in cui ha spiegato il concetto cabalistico e massonico di conciliazione tra bene/male, luce/tenebre, superiore/inferiore. Tutto sarebbe opera del “Grande Architetto dell’Universo” e tale coincidentia oppositorum si trova nel 1953 sulla medesima rivista “The New Age”. Il massone americano Irving R. kitts, ha scritto un articolo sui “cercatori e portatori di Luce”, in cui i cercatori sarebbero i massoni e il portatore per eccellenza sarebbe Lucifero (‘fero’ = porto, ‘lux’ = luce). Infine nel 1961 C. Raymond Frey riaggancia il rituale massonico agli antichi misteri pagani e egizi.
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Conclusione
●Da queste mole di citazioni che vanno dall’Ottocento sino al 1961 si evince con certezza che anche la massoneria statunitense è satanica nella sua essenza, come aveva insegnato Leone XIII nell’Enciclica Humanum Genus del 1884 sulla massoneria in generale. Quindi la distinzione fatta dal teo/conservatorismo, soprattutto italiano (Giovanni Cantoni, Massimo Introvigne, Marco Respinti) non sussiste e l’alleanza tra teo/conservatorimo ed anti/modernismo è totalmente impossibile.
d. CURZIO NITOGLIA

18 gennaio 2012

[1] Cfr. Offices of Constitution and Inauguration of a Council of Knights Kadosh and Installations its Officers as used in the Southern Jurisdiction of the United States, 1870, p. 87.

[2] Ivi, p. 14.

[3] Ivi, p. 56.

[4] Cfr. Constitutions and Inauguration of a Grand Consistory and Installation of its Officers as used in the Southern Jurisdiction of the United States, 1872, p. 83.

[5] Cfr. A. Pike, Readings XXXII, Washington, 1889, pp. 12-13.

[6] Cfr. A. G. Mackey, An Encyclopaedia of Freemasonry, Chicago-London-New York, 1921, vol. I, p. 249 e 375.

[7] Ivi, cit., vol. II, p. 641.

[8] Cfr. David Bakan, Freud et la mystique juive, Parigi, Payot, 1964.

[9] Ivi, vol. II, pp. 759-760.

[10] Ivi, vol. I, p. 15.

[11] Ivi, vol. I, p. 455.

[12] Ivi, pp. 41-117, passim.

[13] Cfr. P. Parente, voce “Esperienza religiosa”, in “Dizionario di Teologia dommatica”, Roma, Studium, IV ed., 1957.

[14] J. D. Buck, The Nature and Aim of Theosophy, Cincinnati, 1889, p. 15.

[15] Ivi, p. 45.

[16] Ivi, p. 160.

[17] The New Avatar and the Destiny of the Soul, Cincinnati, 1911, p. 216.

Per esempio Giovanni Paolo II afferma nella sua prima Enciclica (del 1979) ‘Redemptor hominis’ n° 9: «Dio in Lui [Cristo] si avvicina ad ogni uomo dandogli il tre volte Santo Spirito di Verità». Sempre in ‘Redemptor hominis’ n° 13: «non si tratta dell’uomo astratto, ma reale concreto storico, si tratta di ciascun uomo, perché […] con ognuno Cristo si è unito per sempre […]. l’uomo – senza eccezione alcuna – è stato redento da Cristo, perché, con l’uomo – ciascun uomo senza eccezione alcuna – Cristo è in qualche modo unito, anche quando l’uomo non è di ciò consapevole […] mistero [della Redenzione] del quale diventa partecipe ciascuno dei quattro miliardi di uomini viventi sul nostro pianeta, dal momento in cui viene concepito sotto il cuore della madre». Nella sua terza Enciclica (del 1986) ‘Dominum et vivificantem’ n° 50 Giovanni Paolo II scrive: «Et Verbum caro factum est. Il Verbo si è unito ad ogni carne [creatura], specialmente all’uomo, questa è la portata cosmica della Redenzione. Dio è immanente al mondo e lo vivifica dal di dentro. […] l’Incarnazione del Figlio di Dio significa l’assunzione all’unità con Dio, non solo della natura umana ma in essa, in un certo senso, di tutto ciò che è carne: di […] tutto il mondo visibile e materiale […]. il Generato prima di ogni creatura, incarnandosi […] si unisce, in qualche modo con l’intera realtà dell’uomo […] ed in essa con ogni carne, con tutta la creazione».

[18] Cfr. The Genius of Freemasonry, Chicago, 1917, p. 24. Come farà Raimon Pannikkar (+ 2008). Cfr. Raffaele Luise, Raimon Pannikkar. Profeta del dopodomani, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2011. «Fedele a quattro religioni: la cattolica, l’induista, la buddista e la secolare, Pannikkar è stato l’inimitabile maestro del dialogo interculturale e interreligioso. Il libro rivela (p. 267) che ad ispirare per primo a Giovanni Paolo II la grande Giornata interreligiosa di preghiera, che si tenne in Assisi il 27 ottobre 1986, fu proprio lui» (in sovra-copertina). Raffaele Luise è il decano dei vaticanisti Rai. L’Opera Omnia di R. Pannikkar è in corso di pubblicazione in italiano presso la Jaca Book di Milano, sotto la direzione di Milena Carrara Pavan. Si noti il”Fedele a quattro religioni”, incredibile, ma vero. Molte delle idee espresse dalla massoneria americana si ritrovano nel pensiero pan-ecumenista pannikkariano. In un prossimo articolo tratterò per esteso questo tema.

[19] Seekers of Light, in “The New Age”, Washington, vol. 61, n° 3, p. 174.

[20] The Golden Fleece, in “The New Age”, Washington, vol. 69, n° 3, marzo 1961, p. 21.

Libia-Italia: Mario Monti, cameriere della Goldman Sachs, firma la “Dichiarazione di Tripoli”

In Lavori Università on gennaio 23, 2012 at 8:37 am

Il Presidente del Consiglio Italiano, Mario Monti, accompagnato dal ministro della Difesa Italiana, Giampaolo Di Paola e da quello degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, è stato in Libia, dove ha firmato la “Dichiarazione di Tripoli”.

Questo documento, siglato ufficialmente per “rafforzare il legame di amicizia e collaborazione tra i due Paesi”, non ha alcun valore per il popolo libico.

E non ha alcun valore per due importantissimi motivi:

1) l’attuale governo fantoccio libico non ha alcuna autorità politica e non garantisce nè rappresenta l’unità del popolo libico, ma solo una fazione di esso, parte della quale è cerebrolesa (4 fanatici del “allahuakbar”, i quali con Gheddafi non riuscivano a trafficare e intrallazzare liberamente come volevano), parte della quale è infiltrata di terroristi al-qaedisti (ai quali non interessa nulla della Libia, ma solo le loro elucubrazioni psicopatico-teologiche, e che prendono orudini dal Qatar, cioè dagli USA) e parte della quale (i ratti) si è venduta apertamente ai forestieri, dai quali hanno ottenuto armi, effimero potere, la devastazione della propria terra, ed un pugno di soldi, sporchi del sangue dei fratelli .

2) i libici dovrebbero ormai averlo capito, che i contratti stipulati con l’Italia, sinchè resterà una “colonia americana”, non valgono la carta sulla quale sono stati scritti. Erano stati già stipulati contratti d’amicizia e collaborazione, di rapporti commerciali e politici con l’Italia, recentemente, non più di un paio d’anni fa, con grande esaltazione mediatica del fatto, ricevimenti in pompa magna, baciamano e scambi tra le due nazioni. E cosa è successo poi? Ha rispettato l’Italia gli accordi ancora freschi d’inchiostro? No! Appena il padrone americano ha dato l’ordine, le marionette politiche italiane hanno obbedito, concedendo il suolo italiano come base militare per gli attacchi e bombardamenti aerei compiuti ai danni della Libia, e del popolo libico, da parte di americani, francesi, quatariani, e gli italiani stessi hanno usato i propri aerei per sganciare sulla Libia centinaia di bombe, uccidendo migliaia di persone di una nazione sino a pochi mesi prima “amica”. Se solo avessero una coscienza e non una cloaca al posto del cuore, coloro che erano al comando della portaerei Italia si dovrebbero solo vergognare. Quindi, sinchè l’Italia sarà una colonia americana, gestita da un porcilaio di incapaci e corrotti, qualsiasi contratto con essa stipulato sarà da considerarsi immondizia pura.

Quanto sopra detto vale per stabilire la credibilità che si può dare ai politici italiani eletti secondo i parametri della loro perversa e deviata idea di “democrazia”.

Ma se i politici italiani al governo della nazione, come quelli odierni, non sono stati neppure “democraticamente” eletti dal popolo (neanche con elezioni truffa come quelle con cui gli italiani sono stati presi in giro per anni: basti dire che l’italiano, con l’attuale legge elettorale, non può neppure scegliere la persona da eleggere, ma solo un gruppo, e sarà poi la mafia dei partiti a decidere chi sia il più servizievole da nominare…), ma cooptati, senza elezioni popolari, tra tecnici e uomini di fiducia del gruppo bancario usuraio mondiale Goldman Sachs, nonchè appartenenti a gruppi di potere massonici, come il Gruppo Bilderberg e la Trilateral Commission, di cui Mario Monti fa parte, quale affidabilità potranno mai garantire ai partner con i quali firmano documenti a destra e manca? Zero.

Il precedente Premier italiano, Silvio Berlusconi, era certamente un uomo d’affari, e sicuramente metteva al primo posto “i suoi affari”, i quali però siccome coincidevano anche spesso con quelli italiani (per il semplice fatto che i suoi investimenti sono soprattutto in Italia), parzialmente sarebbero stati positivi, sia per l’Italia che per coloro i quali con lui stipulavano contratti: gli affari devono accontentare entrambe le parti.

Poi Berlusconi commise l’errore di pensare di poter fare “di testa sua”, di fare affari direttamente con le nazioni produttrici di gas e petrolio, illudendosi che, siccome era stato sin’ora un servo fedele, gli avrebbero lasciato un piccolo margine di manovra. Errore: un servo è un servo. Punto. E deve obbedire e fare solo gli interessi del padrone. E siccome Berlusconi era stato un po’ (ma molto poco) riluttante a bombardare la Libia, e un po’ riluttante a massacrare gli italiani di tasse e permettere alle multinazionali anglo-americane (tutte giudaico-sioniste, basta guardare i cognomi di chi le amministra e seguirne le vicende) di rubare le ricchezze italiane ancora rimaste sul mercato, ecco che scattò il ricatto finanziario, e Berlusconi perdette in un sol colpo, durante l’ultimo G20 cui partecipò, parecchi miliardi delle sue azioni in borsa.

Berlusconi capì che era tempo di dimettersi, prima di finire sul lastrico. Ed il comunista a stelle e strisce Giorgio Napolitano (che avvalora il detto popolare “l’erba gramigna non muore mai”) propose al suo posto Mario Monti. Ovviamente tutto lo schieramento politico italiano presente in Parlamento, eccezion fata per la Lega Nord, approvò con un’ovazione (specie le nuove sinistre bancarie americaniste e sioniste che scalpitano per tornare a ricoprire il loro ruolo ufficiale di parassiti di stato e zerbini del capitale apolide).

Si vide così, chiaramente, chi fosse nel libro paga della lobby banchiera: praticamente tutti, esclusa la già citata Lega Nord, e Domenico Scilipoti, che addirittura per marcare la sua disapprovazione si presentò in Parlamento con una fascia nera al braccio in segno di lutto.

Mario Monti, ormai lo sanno anche i sassi, è anche un supervisor della Goldman Sachs; quella stessa Goldman Sachs che aveva creato, attraverso un giro di agenzie di rating e borsistiche a lei collegate, seri problemi agli affari di Berlusconi nonchè la perdita di parecchi miliardi all’Italia (di risparmi dei cittadini italiani). E tutt’ora sta mettendo in ginocchio l’Europa attraverso la moderna catena usuraia di Wall Street e della Borsa mondiale. La stessa Goldman Sachs ricopre una parte importantissima nella gestione e amministrazione dell’americana FED: la stessa Federal Reserve che stampa la moneta americana per venderla al governo USA, contro la quale si era schierato Kennedy e perciò fu assassinato (poco dopo aver fatto stampare oltre 4 miliardi di dollari con la scritta “proprietà del popolo americano” e non della FED); la stessa FED alla quale invece Obama proclamava di voler attribuire maggiori poteri. Che bel Nobel…per l’usura…

La Goldman Sachs, ricordiamolo, è quella struttura diretta da menti israelite che ha abilmente rubato, potremmo dire “con destrezza” il 98% delle ricchezze finanziarie libiche.

I riferiementi a tale affermazione sono pubblici e noti alla stampa internazionale, che ne da’ notizia a questi links [1] – [2] – [3] – [4] – [5] – e molti altri ancora…ne stiamo facendo una raccolta in PDF.

Quindi, la Israelo-Americana Goldman Sachs, che ha derubato la Libia, l’Italia e nazioni varie, che si cela quindi dietro agli interessi delle guerre USA nel mondo, essendo che i suoi interessi sono gli stessi, avrebbe messo un suo fedele servitore, Mario Monti (mentre l’altro Mario, Draghi, sempre uomo della Goldman Sachs, è stato posto a capo della Banca Europea) a mettere ordine sulla ‘scena del crimine’ libico. Il partner libico di Mario Monti è poi quell’Abdurrahim el-Keib che ben conosciamo, formatosi negli USA e con lunga esperienza in campo petrolifero presso il Petroleum Institute degli Emirati Arabi Uniti.

Bella squadretta vero?

Il trattato, tra la colonia Italia e la nuova colonia Libia, riguarda non solo accordi economici e finanziari (quelli ormai erano stati rapinati, svenduti o imposti da tempo), ma soprattutto l’apporto italiano nel controllo e repressione della Resistenza libica Verde, quella che impedisce il controllo terroristico totale del territorio libico da parte delle forze traditrici della Jamahiriya, quelle arroccate a Bengasi, e nel disarmo delle sacche ‘ribelli’, composte da quelle fazioni di Nato-mercenari che come schegge impazzite si scontrano per la spartizione del bottino e delle aree petrolifere, come si addice a vere e proprie gangs mafiose, creando ai pupazzi del NTC problemi di gestione interna del potere.

Le Forze armate italiane infatti forniranno sostegno al nuovo governo fantoccio libico del CNT (NTC). Ciò vuol dire nuove armi, militari italiani sul terreno libico, addestramento di assassini e delinquenti comuni, che hanno già fatto tornare la Libia indietro di 60 anni almeno, qualcuno dice all’età della pietra.

L’Italia dovrà fare insomma il lavoro più sporco e più rischioso, a terra, mettendo a rischio giovani vite, come già fatto in altre aree e con altre “missioni di pace”. Certamente anche qui poi ci diranno che è per “la democrazia”.

Oltre al Primo Ministro italiano Mario Monti ed al cameriere delle banche libico Abdurrahim el-Keib, erano infatto presenti i rispettivi titolari della Difesa, e stretta collaborazione è stata garantita dai titolari dei ministeri dello Sviluppo, Corrado Passera e quello dell’Interno, Annamaria Cancellieri.

Presente era anche l’amministratore dell’Eni, Paolo Scaroni. Una presenza simbolica, in quanto, rispetto al trattato di amicizia italo-libico, siglato tra Muammar Gaddafi e Silvio Berlusconi, il governo fantoccio libico del NTC ha fatto sapere che di esso sarà preservata solo la parte relativa al risarcimento che l’Italia si è impegnata a versare per il periodo coloniale. Mentre si conferma invece l’accettazione delle scuse italiane. Certo, non poteva essere diversamente. Come dicono in Italia: cornuti e mazziati, cioè traditi e bastonati.

Le commesse più ghiotte ed i contratti più importanti sono nelle mani franco-anglo-americane, e l’Italia è stata usata solo come una serva, a cui lasciare gli avanzi ed a cui affidare compiti sporchi.

I conti tornano, la rapina viene tecnicamente perfezionata: la Libia, dopo una parentesi di indipendenza e progresso in ogni campo, prosperità nazionale ed esempio di riconquista di dignità e riscatto per tutte le nazioni africane, torna ad essere la colonia di sempre. L’Italia, la sua breve parentesi di libertà se l’è giocata decenni e decenni fa, ed ora non le resta che servire ed obbedire agli ordini dei padroni in kippà, mediterranei e d’oltre oceano.

La dignità del popolo italiano sembra oggi però voler cercare un riscatto nelle insorgenze in corso, che dalla Sicilia stanno in questi giorni lanciando un messaggio chiaro a tutti gli italiani: liberiamoci dai parassiti delle banche, dai loro servi inutili, dal signoraggio bancario che ci sta strangolando. Riprendiamoci l’onore e la dignità, le ricchezze del nostro paese, che da sole basterebbero a dare sicurezza e serenità a tutti gli italiani. Riprendiamoci l’Italia.

Sarà un messaggio che il resto degli italiani saprà cogliere e sviluppare? Riusciranno gli italiani a liberarsi dalla morsa imposta dalla setta usuraia? Si affrancheranno da tutta la propaganda mediatica e cultura viziata, con la quale sono bombardati sin da piccoli? La speranza è che riescano a farcela. La certezza è che questa strada, per la riconquista dell’indipendenza nazionale e l’onore perso, sia lastricata di dolore e sangue.

I libici, quelli veri, che sono la maggioranza della popolazione, che non si sono scordati della Libia che è stata loro distrutta, del benessere che avevano raggiunto, del rispetto che avevano conquistato tra le altre nazioni africane, che hanno visto di che pasta sono fatti i “ribelli” del NTC (un branco di vili traditori, assassini, stupratori e ladri), questo problema almeno non ce l’hanno: loro hanno già sofferto, stanno sofrendo, a migliaia e migliaia imprigionati e torturati a morte dai loro “liberatori”, stanno già combattendo la loro Resistenza, e le loro strade sono già lastricate di sangue. Non c’è altra via per liberarsi dalle catene imposte dai prestasoldi senza scrupolo, dai banksters gangsters stranieri, che hanno organizzato questa macchian da guerra per mantenere in stato di perenne schiavitu i popoli e le nazioni; e non c’è altro mezzo per liberarsi dai loro tirapiedi locali: a forconate.

Gli italiani non credano che liberarsi degli strozzini planetari, che si sono impadroniti della loro terra, che si sono arroccati come un cancro maligno nei gangli del potere e nelle istituzioni, che sono radicati come sanguisughe sulla pelle della gente che lavora onestamente, sarà cosa facile e indolore: la Resistenza (1) non è un pranzo di gala.

Filippo Fortunato Pilato – 22 gennaio 2012 – TerraSantaLibera

(1) si intende qui dire, la Resistenza vera, quella autentica, di chi resiste ad un’occupazione straniera, da non confondersi col termine “resistenza” mal adoperato ed usurpato dai collaborazionisti, col quale si indica invece purtroppo, nella vulgata moderna neomassonica, l’Italia incaprettata e regalata agli USA del ‘Piano Marshal’…

Per l’onore del Sacro volto di Gesù

In Lavori Università on gennaio 13, 2012 at 5:28 pm

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Come governi e banche truffano il cittadino.

In Lavori Università on dicembre 15, 2011 at 12:12 am

Il nostro Centro Studi, già da qualche mese, si avvale della collaborazione preziosissima del gruppo universitario Cuib d’Avanguardia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Tale gruppo, grazie anche all’ausilio  di altre due associazioni nostre preziosissime collaboratrici, l’Associazione Culturale Free Derry di Treviso e l’Associazioe Il Presidio, ha creato un opuscolo ricco di contenuti che spiega come, attraverso dei concetti chiave, i governi e le banche truffano il cittadino.

Tale opuscolo viene già distribuito presso la Cattolica e a Gennaio il nostro Centro Studi presenterà, indicendo una conferenza stampa presso l’ateneo, il lavoro fatto dal Cuib d’Avanguardia.

Li ringraziamo per l’ottimo lavoro e per la loro preziosissima collaborazione.

 

Beppe Grillo… mi hai stufato!

In Lavori Università, Mondo on dicembre 14, 2011 at 3:15 pm

In data 6 Novembre 2011 Beppe Grillo rilascia questa intervista e definisce Monti un personaggio credibile e che già nel 2009 ne aveva parlato, lungimirante il nostro caro Beppe! Definire Monti una persona credibile è come definire Berlusconi un personaggio a norma di legge; l’intervista procede e Grillo sostiene di aver messo la sua popolarità a favore di ragazzi giovani per farli entrare nel mondo della politica, peccato che ad Anno Zero ci sia andato lui a dir parolacce e non i ragazzi del SUO movimento.Ora però veniamo all’integrità morale del sig. Grillo che manipola giovani menti e che è stato attraverso il suo partito uno dei principali autori della caduta del Governo Berlusconi a favore del Governo Monti.

Di seguito riporto un articolo di Marcello Pamio del 24 Dicembre 2007, tratto dal sitoDisinformazione.it

Il ragioniere genovese Giuseppe Piero Grillo, conosciuto come Beppe Grillo è stato scoperto da Pippo Baudo al cabaret milanese “Il Bullone” alla fine degli anni ‘70.

Dopo aver amato e odiato la televisione, il computer e internet (lo ricordiamo nello spettacolo “Time Out” dove ha iniziato con la distruzione rituale di due computer), nel 2005 apre il suo blog (oltre 500mila accessi giornalieri che lo fa diventare uno dei siti più visitati al mondo) e subito vince il premio WWWmesso in palio dal giornale di Confindustria – il quotidiano dei Poteri forti italiani – “Il Sole 24 Ore”!

Da allora il blog ha continuato a crescere e oggi, tradotto anche in inglese e giapponese, è diventato fonte biblica di informazioni per milioni di persone.

Fin qui nulla di strano. La cosa che invece è interessante riguarda il suo editore!

L’editore di Grillo 

L’editore di Beppe Grillo oggi è la Società Casaleggio Associati di Milano.

Nella prefazione del libro del 2004 “Web Ergo Sum” scritto da uno dei fondatori della Società, Gianroberto Casaleggio (che ha dato anche il nome alla ditta), Beppe Grillo spiega come ha incontrato quello che diventerà il suo editore di fiducia!

Grillo scrive testualmente:  

«lo incontrai per la prima volta a Livorno, una sera di aprile, durante il mio spettacolo Black Out. Venne in camerino e cominciò a parlarmi di Rete. Di come potesse cambiare il mondo. (…) Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco (…)  Ebbi, lo confesso, un attimo di esitazione. Strinsi gli occhi. Casaleggio ne approfittò. 

Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gurdjieff (il famoso mago nero, uno dei maestri del cantautore Franco Battiato, ndA),

 Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Anna di York, Kipling, Jacques Carelman (…) 

Tutto fu chiaro, era un pazzo. Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla Rete. (…) Ce n’è abbastanza per rinchiuderloE’ un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile»

Gianroberto Casaleggio (interessato a Gurdjieff!) è riuscito dove tutti avevano fallito: convertire Grillo a internet!

Da quell’incontro infatti è nato non solo il blog di Beppe Grillo, ma anche tutti i libri e dvd, come pure e le organizzazioni dei Meet-up!

In soldoni l’immagine mediatica (a 360 gradi) di Grillo viene gestita e controllata dagli esperti della società milanese.

Addirittura Gianroberto sarebbe diventato il consigliere numero uno di Grillo, a tal punto che secondo indiscrezioni, è sua l’idea del V-Day! Quello che ha sparso nel mondo il verbo o virus del V-Day convincendo, attraverso il suo comico portavoce, centinaia di miglia di persone in Italia.

Uomo (Gianroberto) sulle orme del Parsifal dichiara di voler ricercare la vera natura degli uomini”. E così, ad esempio, per le riunioni da sempre ama immergere il gruppo dirigente nel mondo cavalleresco e spirituale della leggenda di Camelot (alla scoperta di quei luoghi ha persino trascorso una vacanza). Usa una tavola rotonda attorno alla quale fa sedere i suoi manager per «parlare liberamente».

Sua è anche la gestione del sito web dell’amicone di Grillo, il Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.

E’ arrivato il momento di vedere chi sono questi associati, e soprattutto di cosa si occupano.

La Casaleggio Associati

 La Casaleggio Associati, nasce il 22 gennaio a Milano nei pressi della casa di Alessandro Manzoni, da cinque persone (Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich).

La “mission” ufficiale dell’azienda è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale»

L’Affare Webegg Spa 

Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati , è necessario conoscere la Webegg Spa

: un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia. Ci interessa molto perché:

– Gianroberto Casaleggio è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg.

– Luca Eleuteri (socio Casaleggio) tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.

– Mario Cucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg.

– Enrico Sasoon entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg

– Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e stranamente, organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano

Su cinque soci della Casaleggio, ben quattro lavoravano per la Webegg Spa con incarichi molto prestigiosi e importanti!

E poi cos’è successo?

Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia).

Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana!

Nel gennaio 2004 quindi dopo pochi mesi, come è stato detto, i cinque fondano a Milano la Casaleggio Associati.

Questo dato è molto interessante perché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa, all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa soggetto di attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese.

L’affare Telecom 

Beppe Grillo sta portando avanti da anni una campagna per “prendersi” (lui, gli editori o qualcun altro?) la Telecom Italia!

Tale strategia è attuabile se tutti o una buona parte degli azionisti privati delegassero Grillo all’assemblea generale della società. Ecco perché dal blog ha chiesto ufficialmente una “shareaction” (“fatemi godere” dice nel suo appello): «inviatemi le vostre manifestazioni di interesse attraverso il form del modulo di adesione per consentirmi di valutare la fattibilità del progetto e tentarne la realizzazione».

«Fatemi godere. Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. (…) Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Aderite, aderite, aderite»

Certamente è ”una cosa mai vista al mondo”, ma la domanda che sorge spontanea è: una volta attuato questo progetto, se mai si realizzerà, chi potrà garantire la sicurezza della ditta più importante in Italia? Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio o la Casaleggio Associati

stessa? Ricordiamo che si tratta della società che ha il potere di ascoltare (esattamente quello che è successo allo stesso Grillo, che per ben 4 anni, è stato ascoltato e registrato…) tutte le telefonate, leggere tutti i fax e le e-mail sul suolo italiano…

Per qualche miscredente, potrebbe sembrare una manovra occulta per entrare in possesso proprio di questa importantissima azienda…ed è proprio quello che sta accadendo!

Staremo a vedere, anche se ad oggi sono decine di migliaia le persone che in buona fede, si sono affidate al nuovo “guru delle telecomunicazioni” (futuro amministratore delegato?).Prometeus: il futuro dei media 

Torniamo alla Casaleggio Associati perché nel loro sito ufficiale ( www.casaleggio.it) è pubblicato nella home page un video molto indicativo e allo stesso tempo inquietante: “PROMETEUS: IL FUTURO DEI MEDIA” (www.casaleggio.it/thefutureofmedia)

Video da non perdere assolutamente! Si tratta della visione futurista che i soci fondatori della Casaleggio hanno a livello di Media.

Il video inizia dicendo: «L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzionedei media con Internet alla fine del secolo scorso…»[9]

La visione continua con: « la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra MicrosoftAmazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a BBCCNN e CCTV… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di “Cultura Libera” diventa Ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. Chiunque ha un Agav (agente-avatar) che cerca informazioni, persone, luoghi nei mondi virtuali. Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. E’ reale! Nel 2027 Second Life si evolve il Spirit. Le persone diventano chi desiderano e condividono la memoria, le esperienze, le sensazioni. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri»

Il video della Casaleggio Associati termina con una immagine massonica: il triangolo con l’occhio dentro, fiammeggiante!

Logo della Prometeus, estratto dal video della Casaleggio Associati

Non male come visione, vero? Un futuro illuminato (non si sa bene da che luce…), dove la vita diventa virtuale, dove si commercializza la memoria, le esperienze e le sensazioni. Ognuno avrà un avatar, un personaggio inventato, e potrà fare ciò vuole, anche quello che non potrebbe fare nella realtà… In pratica la nostra Vita verrà letteralmente svuotata di significato e “copiata” o “replicata” su internet. Lo scopo è quello di non si fare più esperienza (cioè conoscenza e quindi coscienza) sul pianeta Terra, ma su un “pianeta” che non esiste, formato da bit e byte: internet! Che tipo di coscienza sarà mai quella di un mondo virtuale? Non è che ci stanno indottrinando e preparando invece a vendere la nostra anima?

Questo progetto chiamato Prometeus, è la visione di un pazzo da psichiatrizzare quanto prima, o invece si tratta di un piano ben preciso di controllo occulto? Per approfondire tale delicatissimo argomento, vi rimando alla nuovissima dispensa “Il segreto occulto degli Illuminati”.

Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza Second Life (Seconda Vita), “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto” .

Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa): immaginate un videogioco in cui possano partecipare contemporaneamente centinaia di migliaia di giocatori (se non milioni) collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar), con un proprio conto corrente e varie proprietà mobili ed immobili. Esso è stato creato dalla Linden Lab, reso disponibile in rete nel 2003, oggi può contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo (dato di luglio 2007).

Poco si sa su questa strana piattaforma, ma nei media si sono già iniziati a denunciare episodi alquanto sgradevoli accaduti all’interno di questo “mondo secondario”, anche se la vera natura estremamente deviante non viene adeguatamente sottolineata! E’ un mondo estremamente deleterio e pericoloso per la psiche umana.

Casualmente sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life

Dio è ovunque, è chiunque e conosce ogni cosa”, proprio come l’occhio onniveggente della massoneria (il simbolo stampato sul dollaro statunitense), usato dai creativi della Casaleggio alla fine del video.

A proposito di luce, cerchiamo di capire come mai hanno usato un nome così particolare per tale progetto: Prometeus!

Certamente deriva da Prometeo, figlio di Giapete e Climene, che ha sottratto il fuoco (simbolo della luce) agli Dei per riportarlo agli uomini sulla terra (dottrina della gnosi).

Secondo l’occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, sotto un altro aspetto, l’allegoria del fuoco (visto come luce iniziatica, ndA) può essere letta come un’altra versione della ribellione dell’orgoglioso Lucifero (dal latino LUCIFERUS, composto da “LUC-EM” = luce, e tema “FER-RE” = portare, cioè PORTATORE DI LUCE, ndA), precipitato nell’Abisso senza fondo. La maledizione di Zeus a Prometeo è lo stesso che la maledizione di Dio a Satana![12]

Quindi secondo la maga (indubbiamente nera) Blavatsky, il fuoco o luce portato sulla terra da Prometeo è l’allegoria del fuoco o luce porta sulla terra da Lucifero!

Ecco spiegato perché il logo della Prometeus (vedi immagine sopra) è rappresentato graficamente da una fiamma (luce) che parte dalla lettera O maiuscola, quindi dal Cerchio chiuso (molto usato anche dai circoli satanici per i loro rituali).

Sicuramente la motivazione che ha spinto la Casaleggio a scegliere un nome e logo simili sarà un’altra, magari meno esoterica, però la strana coincidenza (per chi ci crede ovviamente) è interessante!

Partnership con Enamics 

Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM).

La Enamics ha come “clienti” potentissime corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP ParibasAmerican Financial Group,[13] ecc.

Tra queste, quella che più c’interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, una delle famiglie che controllano il mondo!

Davanti al Centro Rockefeller di New York si staglia – casualmente – una statua gigante di Prometeo (vedi immagine qui a fianco), voluta proprio dal magnate in persona!

Anche i Rockefeller, come i Casaleggio (chiedo venia per la comparazione), pertanto “adorano” l’arte simbolica del Prometeo!

Fondatore della BTM Corporation è un certo Faisal Hoque, autore di numerosi best seller ed ex dirigente anziano della General Electric (anch’essa del gruppo Rockefeller) e di altre multinazionali!

I partner della BTM tecnology sono “IBM Tivoli” di New York e “Future Considerations” di Londra. Questa ultima ha come clienti privati: Coca Cola, Barclaycard, Addax Petroleum, KPMG LLP, ecc. Nel settore pubblico invece: Carbon Trust, UNIDO (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (LFPA)ecc.

E’ molto indicativo venire a conoscenza che l’editore di Beppe Grillo (nonostante le giustissime campagne contro l’inquinamento ambientale, le energie alternative, i biocarburanti, l’idrogeno, ecc.) abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove, e soprattutto nel comparto bancario, energetico e/o petrolifero!

Che fine ha fatto il Signoraggio monetario? 

Al Beppone nazionale va il merito di essere stato il primo a denunciare la truffa del Signoraggio monetario (nel tour “Apocalisse Morbida” del 1998) e la natura privatistica della Banca d’Italia.

In quello spettacolo ha sparato a zero sui banchieri (FazioDuisemberg, ecc.), definiti i cavalieri dell’Apocalisse, che controllano le economie planetarie, sottolineando più volte come questi signori “stampano le banconote e le prestano”.

Avete capito bene: stampano denaro e lo prestano ai governi!

Per non parlare del debito pubblico. Dice infatti Grillo: “e il debito? A chi li dobbiamo due milioni e mezzo di miliardi di lire?

Nonostante questo, da un po’ di anni Grillo si rifiuta, o gli è stato consigliato di non parlarne, di Signoraggio e dei banchieri durante i suoi spettacoli, perché?

Una spiegazione la fornisce il dottor Antonio Miclavez in una recente intervista video: «ne ho parlato (si riferisce a Grillo, ndA) circa sei mesi fa e mi ha detto: “sì è molto bello, ma questo per la gente è troppo. Se è troppo poi la gente si spaventa e non lo capisce perché è troppo!”. Uguale Milena Gabanelli (Report su Rai3, ndA)

» 

Tralasciamo la Gabanelli per ovvi motivi, ma perché Grillo che nel 1998 sparava a zero sul Signoraggio, sulla truffa del debito pubblico e sui banchieri, oggi non dice nulla e si limita ad attaccare i politici: semplici camerieri del potere economico? Cosa è successo nel frattempo? Ha ricevuto pressioni e/o ricatti? Oppure ha cambiato idea? Nessuno lo sa ad eccezione della sua coscienza!

A cosa servono il V-day, il Mastella-day, la petizione per la Forleo

De Magistris, o quella contro Gentiloni, se il vero e unico problema è la gestione massomafiosa della emissione monetaria che rende interi paesi schiavi del sistema economico, sotto la pressione di un debito inesistente?

Forse serve per dirottare le masse e deviarle verso lidi estremamente funzionali per il Sistema che ci controlla?

Qual è il senso di scatenarsi per un parlamento pulito (contro i politici pregiudicati), movimentare le masse per assurde liste civiche, quando i controllori della politica sono e rimangono i grandi banchieri internazionali? Quando coloro che emettono la moneta hanno il Potere di far fare le leggi ai burattini in Parlamento, a cosa serve prendersela con la manovalanza? Forse per evitare di tirare in ballo i veri manovratori occulti?

Come disse il giornalista Paolo Barnard in una lettera intitolata “Considerazioni sul V-day”: «I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civileorganizzata e la speranza che essa rappresenta».

Di persone svuotate del proprio Io ce ne sono già abbastanza. E’ necessario partire da noi stessi, senza delegare il politico, il Grillo, il Travaglio, la Forleo o laGuzzanti

di turno: solo così saremo padroni della nostra vita e potremo conquistare, o meglio, tirare fuori la nostra vera e unica individualità, cioè l’essenza spirituale.

Se non ritorniamo in possesso della nostra autentica natura, il Potere continuerà a fare sonni tranquilli. «Credete veramente – continua Paolo Barnard – che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?

Al Potere, le iniziative di Grillo (inconsapevolmente ci auguriamo tutti) – portate avanti grazie alla consulenza di aziende specializzate – fanno estremamente comodo, perché il vero e unico problema che ha il Potere è il risveglio della coscienza delle Individualità. Persone libere di pensare, sentire e agire, indipendentemente dagli insegnamenti e dalle dottrine di un qualsiasi messia o maestro di vita, sono veramente pericolose!

Concludo nella speranza che non siano vere le affermazioni di Dino Risi (che ha diretto Grillo nel film “Scemo di guerra”) al Corsera, perché secondo il regista, Grillo è più attore adesso che quando girava film. Non crede affatto a ciò che dice e scrive quotidianamente nel blog!

Speriamo che si sbagli…

Come pure mi auguro che Beppe Grillo dia un segnale di assoluta buona fede riprendendo a parlare, sia nel blog che durante gli spettacoli, di Signoraggio, Poteri forti bancari, Sovranità monetaria, OGM, ecc.

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Questo articolo spero vi chiarisca molti dubbi che avete su Beppe Grillo, ricordo che il suo libro uscito nel Maggio 2011 edito da Rizzoli dal titolo “Spegnamo il nucleare, manuale di sopravvivenza alle balle atomiche” è in collaborazione con Casaleggio Associati.

Ora potete trovare altre interessantissime informazioni sull’articolo pubblicato da AURORA – sito d’informazione internazionalista: Inchiesta sulla Casaleggio Associati, di Flexworker.

Ora dopo aver letto tutti gli articoli inerenti al sig. Grillo non rimane che un ultima precisazione da fare e questa è una precisazione mia che non è tratta da nessun articolo, ed è una riflessione sul Movimento 5 stelle creato proprio dal Beppe. Molti ragazzi, specialmente giovani si sono avvicinati al sistema politico grazie alle idee promosse da Grillo, che come abbiamo visto di suo ha veramente poco, questo comporta uno svilupparsi di idee politiche che non arrivano direttamente dal popolo ma che arrivano dalla popolarità e le parolacce televisive di Grillo perchè secondo l’ideale comune ” Grillo è uno che finalmente dice le cose come stanno! Finalmente uno che manda a fare in culo i politici! E’ tanto che aspettavamo uno come lui!” Queste sono affermaizoni di un popolo che non vuole sapere cosa c’è dietro alla manipolazioni di massa, un popolo che non vuiole capire, come detto all’inizio, che il Movimento 5 stelle ha avuto un ruolo fondamentale nella caduta del Governo Berlusconi, inserendosi drasticamente alle elezioni e portando via fiducia a tutti gli schieramenti in maniera da far crollare la politica locale e nazionale a favore del nulla cosimco riempito dal sig. Mario Monti.

Restiamo Umani

Maurì di “LoSai”