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Archive for the ‘Massoneria’ Category

COSA CI PORTA IL 2012? L’avvicinarsi del Governo Mondiale

In Massoneria, Mondo on gennaio 7, 2012 at 8:19 pm


d. CURZIO NITOGLIA

4 dicembre 2012

Prologo

● Tutte le strade dell’attuale crisi economica, politica, bellica, sociale e religiosa sembrano portarci sempre più velocemente verso un Governo Mondiale. Il Financial Times scriveva apertamente su questa ipotesi già in un articolo di Gideon Rachman, pubblicato l’8 dicembre 2009, il cui titolo era chiarissimo: Ed ora un Governo Mondiale. Questi obbiettivi sono stati rilanciati più recentemente dalla Trilateral Commission, dal CFR e dai membri interni al Bilderberg club.

● Oggi, la crema del potere globale sta chiudendo il capitolo globalizzazione e sta introducendo quello del Governo Mondiale. I mezzi di cui si serve sono sostanzialmente e principalmente:

 

  • 1°) Lo sbriciolamento finanziario

A partire dal 2008, il Sistema Finanziario Globale si occupa del tenersi artificialmente in vita. L’alta finanza e i mega-banchieri di Goldman Sachs, CitiGroup e JPMorganChase al lavoro con la Bank of England e la BCE, non hanno preso nessun provvedimento per aiutare né le popolazioni né le economie nazionali in difficoltà. Tutto quello che hanno fatto è stato il dirottare milioni di dollari nei forzieri delle banche. Tutto ciò è stato possibile perché, invece di essere il governo a controllare e supervisionare la finanza, quello che accade è esattamente l’opposto… “Sopra la banca la Patria campa, sotto la banca la Patria crepa”.

 

  • 2°) Le crisi economiche nazionali

Oggi, il Supercapitalismo selvaggio sta facendo crollare le economie nazionali, trasformandole in entità di dimensioni internazionali. La miseria delle Nazioni deriva dal mondo della finanza, delle banche e della speculazione mondiale.

 

  • 3°) I sollevamenti sociali

Il disfacimento di Grecia, Irlanda, Portogallo, Islanda e forse – prossimamente – di Italia, Spagna ed altri, probabilmente scatenerà violenti sollevamenti sociali, come già avviene in Grecia.

 

  • 4°) I grandi attacchi terroristici

Questi sono degli autentici assi nella manica che le élites mondialiste hanno e che possono utilizzare quali scorciatoie per il Governo Mondiale: nuovi attacchi in stile 11 settembre, potranno giustificare altre guerre globali, altre invasioni, altri genocidi.

 

  • 5°) La guerra generalizzata nel Medio Oriente

Mentre parliamo, forze navali, bombardieri ed un intero esercito è posizionato per attaccare ed invadere Siria, Irane destabilizzare la Russia.

 

  • 6°) Gli eventi pseudo-religiosi

Il crescente bisogno delle masse di dare un significato alla propria vita le rende facili vittime di pseudo-profeti e falsi Messia, anticipatori dell’Anticristo finale.

 

*

Conclusione

● Che cosa hanno in comune tutte queste crisi concatenate fra loro? Tutte concorrono a dimostrare che non possono essere risolte da nessuna Nazione isolatamente, e quindi giustificano il bisogno di un unico Governo Mondiale. Dobbiamo essere particolarmente vigili e comprendere le cose per quello che veramente sono e non per quello che i Padroni delle TV del mondo vorranno farci credere. “Chi ha orecchie per capire, ascolti!”.

d. CURZIO NITOGLIA

 

 

[1] Crf. La Repubblica, 2 gennaio 2012, p. 18 «L’Iran sfida le sanzioni di Obama. Testato un missile “invisibile”. Haaretz: conflitto probabile prima delle elezioni Usa».

[2] Cfr. Russia Times 31 dicembre 2011, Adrian Sambuchi, RT.com.

 

UNIONE EUROPEA E MASSONERIA – di Benigno Roberto Mauriello

In Massoneria on dicembre 30, 2011 at 12:27 pm

di Benigno Roberto Mauriello

Proprio in questi giorni una manovra economica sbagliata e recessiva è stata varata dal governo Monti ai danni del popolo italiano, con il solo scopo di difendere l’euro e il processo di integrazione europeo. Situazioni simili alla nostra hanno luogo in tutti gli altri stati che fanno parte dell’Unione Europea con la sola eccezione del Regno Unito, che sta prendendo le distanze riaffermando la propria sovranità nazionale. L’esecutivo italiano, al pari degli omologhi europei, è disposto a sacrificare gli interessi della patria, con provvedimenti di autentica macelleria sociale, per sostenere questa utopia ormai ampiamente discreditata e, spesso, apertamente osteggiata. Eppure democrazia significa, o dovrebbe significare, sovranità popolare.

masson

In realtà la democrazia nella nostra società è una misera caricatura della vera democrazia, quella ateniese, ed appare sempre più apertamente commissariata da organismi sovranazionali che sfuggono a qualsiasi forma di controllo popolare. Il mastodontico apparato burocratico delle istituzioni comunitarie, fonte di inefficienza e di corruzione, la cui peculiarità consiste in costi di gestione esorbitanti, tende sempre più a reprimere la sovranità nazionale, mentre la maggior parte dei mezzi di comunicazione cerca di drogare la pubblica opinione parlando dei benefici (le tasse?) che porterebbe l’Unione Europea e delineando scenari apocalittici da quarto mondo nel caso della sua caduta. E’ chiaro che tutta questa complessa e pericolosa situazione nasconde qualcosa di più profondo, misterioso, che sfugge all’osservatore meno attento.

Il progetto di integrazione europea, di cui l’euro è la prima e costosissima tappa, deve arrivare alla nascita degli Stati Uniti d’Europa, un’utopia che i massoni giacobini francesi e Napoleone cercarono di realizzare insanguinando il continente con venti anni di guerre e stragi e causando la morte di milioni di persone. Questo sogno, o incubo a secondo dei punti di vista, fu ostacolato dall’Inghilterra, dalla Russia e dalla Chiesa Cattolica, i cui alti prelati non esitarono ad affrontare persecuzioni pur di difendere la fede e il popolo da questa perversione.

La stessa Unione Europea è a sua volta una tappa per la creazione di una repubblica mondiale, molto simile ai modelli descritti nei libri degli utopisti che a partire dal XVI secolo iniziarono a proporre dei sistemi politici e sociali diversi da quello tradizionale mostrando piena indifferenza, se non disprezzo, per quelle masse che a parole volevano emancipare. Tra essi mi viene in mente Oceana, pubblicata nel 1656 dallo scrittore repubblicano inglese James Harrington (1611-1677), fondatore del Rota Club, attraverso il quale cercò di far conoscere le sue idee. L’autore immaginava la creazione di una repubblica, Oceana appunto, nata dalla fusione di due preesistenti repubbliche, quelle dell’Europa e dell’America del Nord. I repubblicani inglesi, è acclarato, erano massoni o da questi controllati, a partire dal loro capo, Oliver Cromwell (1599-1658) al quale, sembra, il libro sia stato dedicato.

La London School of Economics, fondata dal frammassone George Bernard Shaw (1856-1950) è la proiezione essoterica della Fabian Society, alla quale lo scrittore inglese di origine irlandese aveva aderito fin dalla fondazione, avvenuta ufficialmente nel 1884. La Società dei Fabiani, una vera e propria loggia massonica, intendeva promuovere l’avvento del socialismo tramite la realizzazione di politiche di forte oppressione fiscale e la creazione di costosi e mastodontici apparati burocratici. I suoi metodi di azione prudente e graduale si ispirano alla tattica del condottiero romano Quinto Fabio Massimo, detto il Temporeggiatore. La politica dell’Unione Europea e dei governi di sinistra in Europa sembra seguire queste direttive. Romano Prodi ha avuto numerosi incarichi presso la London School of Economics. Chissà se ha appreso presso questo istituto la sua perizia nelle sedute spiritiche.

Non è un caso che il Senatore a vita Prof. Mario Monti, esponente di spicco del gruppo Bilderberg e della Trilateral nonché consulente della Goldman Sachs, abbia ricevuto, per le consultazioni per la nascita del nuovo governo, i leader politici a Palazzo Giustiniani, antica sede storica del Grande Oriente d’Italia.

La massoneria e le origini dei testimoni di Geova

In Massoneria on dicembre 19, 2011 at 1:17 am


Ernesto Zucchini

I. La “religione incivile” negli Stati Uniti

Uno degli aspetti più caratteristici della vita sociale e culturale americana è la presenza di una “religione civile”, di un minimo comune denominatore morale, patriottico e vagamente “spirituale” che si suppone condiviso dalla grande maggioranza degli americani, pure separati da una straordinaria molteplicità di appartenenze religiose (1). Tra gli aspetti della “religione civile” americana messi in luce dai sociologi ce n’è uno discutibile ma non per questo meno essenziale: la necessità per rafforzare l’identità nazionale e spirituale di designare continuamente avversari, che servono a sottolineare la distinzione fra “noi” e “loro” in quanto vengono presentati come “stranieri”, “altri”, estranei alla patria e ai suoi simboli. Lo stesso sociologo che ha reso celebre negli ultimi decenni la teoria della “religione civile”, Robert Bellah, ha suggerito l’espressione “religione incivile” per designare questo aspetto di ostilità all’estraneo che accompagna come un’ombra la “religione civile” americana (2).

Chi sono gli stranieri designati come estranei all’ethos nazionale americano dalla “religione incivile”? Bellah e i suoi collaboratori hanno mostrato che è esistita nella giovane nazione americana nascente una tradizione antisemita, ma ben presto gli ebrei sono stati riconosciuti come parte integrante e non estranea della vita civile e sociale degli Stati Uniti. Nell’Ottocento i due gruppi particolarmente denunciati come “stranieri” e “non americani” sono i cattolici e i mormoni. Benché già dalla metà del secolo scorso i cattolici siano diventati il gruppo religioso di maggioranza relativa negli Stati Uniti – e i mormoni, naturalmente, siano una religione americana fondata da americani – venivano percepiti come estranei alla “religione civile” in particolare due elementi: la struttura gerarchica della Chiesa cattolica e della Chiesa mormone, considerata incompatibile con l’ideale democratico statunitense; e il segreto (segreto del tempio mormone, segreto del confessionale cattolico), ritenuto inconciliabile con una democrazia dove tutto avviene in pubblico. Cattolici e mormoni vennero così considerati degli outsider, degli estranei, e spesso perseguitati. C’è però un terzo gruppo che viene spesso accostato ai cattolici e ai mormoni e attaccato in quanto estraneo alle tradizioni americane, gerarchico e segreto: la massoneria. Molti tra i padri fondatori degli Stati Uniti erano massoni e, da un certo punto di vista, la massoneria americana si considera la custode della “religione civile”.

Tuttavia negli anni che vanno dalla Rivoluzione francese al 1850 nacque negli Stati Uniti un forte movimento contro la massoneria (3); venne perfino fondato un partito politico chiamato “Partito Anti-Massonico” che per una quindicina di anni riuscì ad ottenere un certo successo (4). È interessante notare che gli stessi gruppi – protestanti conservatori, patrioti “nativisti”, difensori della “religione civile” – attaccavano la massoneria, la Chiesa cattolica e i mormoni, e addirittura gli stessi romanzi popolari venivano ripubblicati identici cambiando l’identità degli “avversari” o dei “cattivi”: il cattivo e corrotto mormone o massone di un opuscolo diventava il cattivo gesuita di un altro, ma la trama rimaneva la stessa (5). Per di più i tre gruppi “stranieri” venivano considerati in contatto e in lega fra loro: si affermava facilmente che la massoneria era segretamente diretta dal Vaticano, che i mormoni erano in realtà massoni, oppure erano cripto-cattolici, e così via. In una letteratura che si situa alle frange più estreme del protestantesimo fondamentalista queste accuse sono ripetute ancora oggi.

Tuttavia, a partire dalla fine dell’Ottocento, qualche cosa ha cominciato a cambiare. I cattolici (sempre più numerosi, e ormai non sempre identificati con i ceti più poveri) e i mormoni (dopo la rinuncia alla poligamia nel 1890) hanno iniziato una marcia verso il centro della scena religiosa e civile americana, e – se i pregiudizi non sono del tutto scomparsi – molti oggi li accettano come americani a pieno titolo, non più outsider o stranieri. Accanto ai massoni – sempre attaccati da una certa letteratura protestante, anche se i tempi del “Partito Anti-Massonico” sono certamente passati – i nemici della “religione civile” sono stati cercati altrove. Negli ultimi anni gli “stranieri” per eccellenza sono i nuovi movimenti religiosi, le “sette”, i “culti”: Hare Krishna, Scientologi, Bambini di Dio, seguaci del reverendo Moon. Ma – prima dei “culti” più recenti, e per molti anni – il posto dei mormoni e dei cattolici come gruppo pericoloso da criticare e denunciare è stato largamente preso dai testimoni di Geova (6). Il meccanismo della “religione incivile” è sempre lo stesso: tutti coloro che sono estranei alla “religione civile” fanno parte di un complotto e sono in lega fra loro. Così alcuni anti-cattolici, duri a morire, sostengono ancora oggi che i testimoni di Geova (come del resto i massoni) sono segretamente ispirati dal Vaticano e che tra i membri del Corpo Direttivo ci sono gesuiti sotto mentite spoglie (7). E altri insistono sulle relazioni fra i testimoni di Geova e la massoneria.

Un esempio di questa letteratura – che rimarrebbe incomprensibile senza il quadro di riferimento della “religione incivile” americana e della sua tradizione – è costituito dalle attività dell’organizzazione anti-geovista Witness Inc. Uno dei suoi “missionari”, Fritz Springmeier di Portland, nell’Oregon, insiste particolarmente sui collegamenti massonici dei primi Studenti Biblici – da cui originano gli attuali testimoni di Geova – e sostiene, tipicamente, che anche “i leader cattolici del Vaticano sono quasi tutti massoni” (8). Se si aggiunge che i testi di Springmeier sono distribuiti da Saints Alive, un gruppo anti-mormone dello Stato di Washington che accusa di collegamenti massonici sia i mormoni che i cattolici, il quadro è completo e mostra la persistenza della “religione incivile”, che da anni ha incluso i testimoni di Geova in una sua teoria del complotto che già dalla prima metà del secolo scorso collegava la massoneria, la Chiesa cattolica e la Chiesa mormone.

Parallela alla letteratura sui collegamenti massonici dei testimoni di Geova ne esiste un’altra che cerca nelle loro pubblicazioni e attività tracce di occultismo e perfino di satanismo. In un libro che ha avuto un certo successo – e che ogni tanto viene citato anche in Italia – Darek Barefoot ha sostenuto che all’interno di illustrazioni che compaiono sulla Torre di Guardia e nei libri dei testimoni di Geova sarebbero nascosti simboli occulti e anche satanici, che si possono identificare solo scomponendo le figure (9). Le argomentazioni di Barefoot sono spesso francamente incredibili, e scomponendo figure apparentemente innocue – magari con l’aiuto di un computer – si potrebbero trovare simboli sinistri e demoniaci pressoché ovunque.

Si tratta di una letteratura che ha un interesse sociologico, nell’intreccio fra “religione civile” e “religione incivile”. In questa sede, tuttavia, voglio affrontare il problema da un altro punto di vista, prendendo sul serio la tesi relativa ai rapporti fra massoneria e testimoni di Geova a prescindere dal contesto bizzarro e fantastico in cui viene spesso presentata. Mi chiedo allora: c’è qualche cosa di vero? Tra le fonti del moderno Geovismo c’è anche la massoneria? Naturalmente gli attuali testimoni di Geova – come gli attuali mormoni e, da sempre, i cattolici – si esprimono a proposito della massoneria esclusivamente in chiave critica: oggi ai testimoni di Geova viene fortemente sconsigliato di aderire a organizzazioni di tipo massonico, e anzi la massoneria viene denunciata come “satanica”. Questa circostanza non è però decisiva per quanto riguarda le fonti del fondatore degli Studenti Biblici, il pastore Charles Taze Russell (1852-1916). Mi propongo quindi di esaminare gli argomenti salienti degli autori anti-geovisti che sostengono un legame fra Studenti Biblici e massoneria, proponendone una valutazione critica e formulando quindi qualche conclusione. Mi asterrò dall’esaminare gli argomenti di carattere puramente speculativo o teorico, e mi atterrò agli elementi di fatto, esponendoli in forma di tesi.

II. Charles Taze Russell e la massoneria: le tesi

1. “Charles Taze Russell era affiliato alla massoneria”

Fritz Springmeier sostiene di avere, dopo una lunga ricerca, rinvenuto le prove della affiliazione di Charles Taze Russell alla massoneria e in particolare ai Cavalieri Templari (Knights Templar), un sistema di “alti gradi” massonici particolarmente popolare nelle Isole Britanniche e negli Stati Uniti, sulle cui origini si dibatte ma che è oggi associato al Rito di York, la maggiore alternativa – nel mondo anglosassone – al Rito scozzese. Giacché i Cavalieri Templari della Pennsylvania a cui il fondatore degli Studenti Biblici era affiliato derivavano la loro regolarità da una patente irlandese, i documenti relativi alla affiliazione massonica di Charles Taze Russell sarebbero conservati a Dublino (10). Se questa informazione fosse esatta, la questione dell’appartenenza alla massoneria dell’uomo che si situa alle origini dei testimoni di Geova sarebbe risolta in senso affermativo, posto che non è possibile senza essere maestri massoni entrare tra i Cavalieri Templari. Tuttavia la questione della appartenenza massonica di questo o quel personaggio storico si presenta quasi sempre con caratteristiche ambigue e infide. Non è difficile falsificare documenti e patenti. Per il momento la documentazione che Fritz Springmeier ha fornito non è sufficiente a risolvere in modo definitivo la questione.

A proposito della massoneria Charles Taze Russell ha formulato delle obiezioni critiche esposte in tono più moderato rispetto alle accuse di “satanismo” dei suoi successori. Il 15 giugno 1895 scriveva sulla Torre di Guardia che “l’Ordine dei Massoni, se lo giudichiamo dalla sua storia passata, ha degli obiettivi e schemi segreti che vanno al di là del mutuo aiuto finanziario in caso di malattia o di morte. Per quanto possiamo giudicare c’è nei riti di questo ordine – e di alcuni altri – una certa dose di ritualità profana e di parata, che gli adepti non capiscono ma che in molti casi serve a soddisfare l’inclinazione naturale verso il rito, e pertanto distoglie i membri dall’autentico rito dove si adora Dio in spirito e verità attraverso l’unico vero Mediatore e Gran Maestro, Gesù Cristo” (11). D’altro canto, nell’ambiente di commercianti di Pittsburgh dove Charles Taze Russell si era formato l’affiliazione alla massoneria era piuttosto comune. Se pure il futuro pastore si era affiliato alla massoneria nei suoi anni giovanili, sembra che nel 1895 considerasse le attività massoniche secondarie e vi vedesse un rischio di distogliere gli adepti dagli interessi spirituali. Peraltro, il fondatore degli Studenti Biblici non sembra avere aderito alle campagne anti-massoniche che caratterizzavano diverse denominazioni e movimenti protestanti della sua epoca.

2. “Charles Taze Russell si è servito di un linguaggio massonico nei suoi sermoni”

Ci sono in effetti diversi sermoni in cui Charles Taze Russell dimostra una notevole familiarità con il linguaggio massonico. Il primo sermone raccolto nel volume I Sermoni del Pastore Russell si intitola Potete conoscere i segreti di Dio ed è tutto giocato sulla metafora di Dio come “fondatore di una società segreta”. Gli uomini si entusiasmano per la massoneria – che, afferma il pastore, “non è parte della mia missione attaccare” – ma gli Studenti Biblici offrono la possibilità di entrare in un ordine più grande, l’”Ordine segreto di Melchisedec” dove si può “passare di grado in grado”, cioè “di grazia in grazia” e avere l’orgoglio di essere iniziati all’”Ordine segreto del Signore” (12). In un altro sermone dello stesso volume, Il desiderio di tutte le Nazioni, il pastore osserva che molti movimenti spirituali attendono la seconda venuta di un messia: i cristiani attendono Gesù Cristo e i massoni attendono Hiram Abiff, “il grande Maestro Massone la cui morte, glorificazione e futuro avvento sono continuamente menzionati dalle lettere poste sulle loro pietre angolari. Egli morì di morte violenta, dicono, per la sua lealtà ai segreti divini di cui era tipo il Tempio di Salomone. Egli deve tornare sulla terra, dicono, perché il grande tempio antitipico sia completato e il suo grande servizio per Israele e per tutti i popoli possa essere compiuto” (13).

Come si vede, Charles Taze Russell si serviva del linguaggio massonico con una certa dovizia di particolari e precisione. Da questa circostanza, peraltro, non si devono trarre conclusioni affrettate. A proposito dell’uso del linguaggio massonico da parte di Joseph Smith, il fondatore dei mormoni (che, a differenza del pastore Russell, era stato certamente iniziato alla massoneria), il sociologo Armand Mauss ha osservato che si trattava di un linguaggio familiare e noto ai ceti medi dell’America ottocentesca e che Joseph Smith se ne serviva per mettere a suo agio un certo tipo di interlocutore e trasmettergli un contenuto molto diverso da quello massonico (14). Anche nel sermone che ho citato Charles Taze Russell si serve della forma massonica – che indubbiamente mostra di conoscere bene – per far passare un contenuto diverso, di cui afferma reiteratamente la superiorità rispetto a quanto i suoi contemporanei potevano apprendere frequentando la massoneria.

3. “Charles Taze Russell si è servito di simboli massonici”

Il fondatore degli Studenti Biblici è stato accusato di utilizzare abitualmente diversi simboli massonici. Anzitutto, non sembra possa essere revocato il dubbio che il pastore Russell fosse straordinariamente affezionato al simbolo usato dai Cavalieri Templari massonici americani costituito da una corona al cui interno si trova una croce. Si tratta di una rielaborazione massonica tardo-settecentesca o ottocentesca di simboli medievali, molto più popolare presso i Templari massonici americani di quanto non sia in Inghilterra, e presentata come “simbolo crociato”. Charles Taze Russell utilizzò questo simbolo per alcuni anni sulle copertine della Torre di Guardia (15) e della rivista interdenominazionale People’s Pulpit; lo esponeva nelle grandi riunioni pubbliche e lo teneva in bella evidenza nel suo studio (16). Questo simbolo è tuttora utilizzato da diversi gruppi scismatici “russelliti” che si denominano Studenti Biblici, in polemica con gli attuali testimoni di Geova che lo hanno invece abbandonato. È tuttora uno dei simboli ufficiali dei Cavalieri Templari massonici. Springmeier e altri autori anti-geovisti si dimenticano però di precisare che, nonostante la sua origine massonica (e il ruolo di Charles Taze Russell nella sua diffusione) si tratta di un simbolo che con il significato di “crociata cristiana” ha acquisito nel nostro secolo una diffusione negli Stati Uniti anche in ambienti protestanti evangelici, ostili sia ai massoni che ai testimoni di Geova. Viene per esempio riprodotto sull’”anello dell’Alleanza” proposto ai protestanti evangelici come segno di identificazione (17). Naturalmente gli attuali testimoni di Geova non lo usano più, perché – a differenza del pastore Russell – non riconoscono più la croce come simbolo di Gesù Cristo: insegnano che Gesù morì su un palo di tortura e che la croce è un simbolo pagano.

Sulla copertina di diversi libri di Charles Taze Russell a partire dal 1910 figura il simbolo del sole alato (18). L’origine del simbolo è evidentemente orientale ed egiziana, e il pastore poteva averlo visto nei suoi viaggi in Egitto, ma ai suoi tempi il simbolo solare era usato anche dalla Società Teosofica e dalla massoneria di rito scozzese, come simbolo del 33° grado. Non si tratta evidentemente di un simbolosoltanto massonico, ma era certamente un simbolo popolare nella massoneria.

L’elemento che mi sembra più significativo è però un altro. Charles Taze Russell si è interessato per tutta la sua vita alle speculazioni esoteriche sulla Grande Piramide, che riteneva costruita su istruzioni di Dio, forse da Melchisedec, “una Bibbia di pietra eretta con lo scopo di trasmettere le verità essenziali sulla infinita saggezza e preveggenza di Dio” (19). Gli insegnamenti sulla Grande Piramide saranno espunti dalla dottrina dei testimoni di Geova dal successore del pastore Russell, l’avvocato Joseph Franklin Rutherford (1869-1942), comunemente chiamato “giudice Rutherford” per avere esercitato per breve tempo le funzioni di magistrato onorario; anche questi temi sono conservati oggi solo da alcuni gruppi “russelliti” scismatici. Il tema della Grande Piramide non indica univocamente una relazione con la massoneria, perché nell’Ottocento era largamente diffuso in un’ampia letteratura esoterica, sia massonica che non massonica. Più interessante è la circostanza che il Pastore Russell abbia voluto essere sepolto sotto una piramide la cui punta era separata dal tronco da una linea continua, che ripete il tema dell’”occhio sopra la piramide” noto a tutti gli americani perché compare sul dollaro. Un popolare studioso di simboli contemporaneo, Joseph Campbell, ha confermato le origini massoniche di questo simbolo americano (20). Sulla piramide che faceva da monumento funebre a Russell era stato scolpito del resto anche il prediletto emblema templare.

4. “Il tema della necessità di conoscere un nome di Dio, che è Geova, per salvarsi è un tema massonico”

Anche nei sistemi di “alti gradi” massonici – successivi ai primi tre – si insegna che “il segreto essenziale della massoneria” è “il Grande e Sacro Nome” che è il nome di Dio. Questo “segreto” viene comunicato nel rito scozzese nel 13° e nel 14° grado e nel rito di York nel 7° e 9° grado. Con particolare enfasi si insiste sul nome di Dio nella massoneria dell’Arco Reale (attuale 7° grado del rito di York): viene comunicato prima il nome “Jah-Bul-On” (Jehovah-Baal-Osiride, a simboleggiare che il Dio a cui ci si rivolge è il Dio di tutte le religioni, non di una sola), quindi il nome “Jehovah” (il Dio giudaico-cristiano di cui le quattro lettere del nome avrebbero però un valore universale) (21)L’Arco Reale esisteva da cento anni quando Charles Taze Russell fondò gli Studenti Biblici, e pertanto egli potrebbe avere semplicemente derivato l’idea dell’importanza centrale del “nome” di Dio e la stessa enfasi del nome Geova dalla massoneria. Questa conclusione è plausibile, anche se non è ovvia. Infatti anche nel protestantesimo evangelico anglo-americano – non tutto filo-massonico, anzi in parte anti-massonico – verso la metà dell’Ottocento teologi come Alexander MacWhorter e Frederick Leonard Chappell avevano reso popolare la tesi che Dio ha un nome che deve essere usato per salvarsi. Da questi teologi (che, certo, possono essere stati influenzati da teorie massoniche) e non direttamente dall’Arco Reale deriva una vasta corrente di “movimenti del Sacro Nome” (22) diversi dai testimoni di Geova, che in parte esistono ancora oggi. E’ vero, peraltro, che la massoneria era molto più diffusa negli Stati Uniti all’epoca della formazione del pastore Russell di quanto non fossero i “movimenti del Sacro Nome”.

5. “In certe epoche della loro storia gli Studenti Biblici – e i loro successori, i testimoni di Geova – si sono mostrati alleati della massoneria”

Si allega in particolare che, soprattutto all’epoca di Joseph F.Rutherford la Torre di Guardia e Golden Age, precursore di Svegliatevi!, hanno difeso la massoneria contro gli attacchi della Chiesa cattolica, del fascismo e del nazional-socialismo (23)È difficile vedere qui più di un tentativo di alleanza tattica perché si tratta della stessa epoca in cui – lontani dalla moderazione di Charles Taze Russell – indagando Come ha avuto origine la Massoneria? i testimoni di Geova concludevano che “è nata dal Demonio” (24)Si afferma pure che la massoneria avrebbe favorito le missioni dei testimoni di Geova in chiave anticattolica. Le prove portate non sembrano decisive: si tratterebbe in ogni caso di una strategia di carattere generale favorevole a proposte “alternative” rispetto alla Chiesa cattolica, non di una promozione speciale dei testimoni di Geova. Infine, il sionismo di Charles Taze Russell era legato al suo calendario profetico, che prevedeva il ritorno degli ebrei in Palestina, e non deve essere definito troppo frettolosamente “massonico” perché da una parte non tutte le correnti massoniche della sua epoca erano sioniste, dall’altra – per ragioni profetiche analoghe – il sionismo era ampiamente diffuso presso ambienti evangelici millenaristi che erano nello stesso tempo ostili alla massoneria (25).

III. Conclusioni

Per terminare, mi limiterò ad esporre alcune conclusioni in forma di tesi:

1. Charles Taze Russell dimostrava di avere eccellenti informazioni sul linguaggio e i simboli massonici: se non era massone (il contrario resta da dimostrare) aveva evidentemente frequentato un ambiente dove la massoneria era diffusa e comune.

2. Alcune idee e simboli – particolarmente rilevante è la teoria del nome di Dio, ma per Russell erano molto importanti anche le speculazioni sulla Grande Piramide e il simbolo della croce nella corona – sono comuni agli Studenti Biblici e alla massoneria del loro tempo. Si ritrovano però anche in altri ambienti. Quando li troviamo presso Russell non possiamo immediatamente concludere che sono di derivazione massonica, ma – soprattutto per la teoria cruciale del nome di Dio – la tesi di un influsso massonico è plausibile.

3. La discussione sui rapporti fra le origini dei testimoni di Geova e la massoneria è importante perché mostra come i testimoni di Geova non siano un fenomeno assolutamente unico, nuovo, inaudito: fanno parte (come la massoneria) dell’ambiente della “nuova religiosità” e da questo ambiente hanno attinto idee, argomenti, simboli.

4. Il ruolo della massoneria fra le possibili fonti del materiale rielaborato da Charles Taze Russell per creare il primo abbozzo del Geovismo (che nella sua forma attuale nascerà solo con Joseph F. Rutherford) non è stato – probabilmente – irrilevante, ma non deve essere esagerato. Il pastore Russell ha infatti trovato nell’ambiente della “nuova religiosità” dell’epoca – un ambiente su cui esercitava la sua influenza anche la massoneria – un linguaggio, dei temi e dei simboli, che ha però utilizzato creativamente al servizio di un progetto certamente diverso da quello massonico.

***

(1) Cfr., sul punto, i saggi raccolti in Massimo Introvigne (a cura di),Tra Leghe e nazionalismi. “Religione civile” e nuovi simboli politici, Effedieffe, Milano 1993.

(2) Cfr. Robert Bellah – Frederick E.Greenspahn (a cura di), Uncivil Religion. Interreligious Hostility in America, Crossroad, New York 1987.

(3) Cfr. per uno sguardo riassuntivo Paul Goodman, Towards a Christian Republic. Antimasonry and the Great Transition in New England 1826-1836, Oxford University Press, New York-Oxford 1988.

(4) Cfr. William Preston Vaughn, The Anti-Masonic Party in the United States 1826-1843, University Press of Kentucky, Lexington (Kentucky) 1983.

(5) Cfr. David Brion Davis, “Some Themes of Countersubversion: An Analysis of Anti-Masonic, Anti-Catholic, and Anti-Mormon Literature”,Mississippi Valley Historical Review, vol.47 (1960), pp. 205-224.

(6) Cfr. Lawrence Foster, “Cults in Conflict: New Religious Movements and the Mainstream Religious Tradition in America”, in R.E.Bellah – F.E.Greenspahn, op.cit., pp. 185-204.

(7) Questa tesi ritorna negli albi a fumetti anti-cattolici pubblicati in numerose lingue dalla Chick Publications di Chino (California).

(8) Fritz Springmeier, The Watchtower & The Masons, 2a ed., presso l’Autore, Portland (Oregon) 1992, p.X. Le tesi di Springmeier sono state ulteriormente esposte nel suo Be Wise as a Serpent, presso l’Autore, Portland (Oregon) 1993 e in una serie di interviste radiofoniche trasmesse dalla WWCR, in cui Springmeier è arrivato a sostenere che ancora “oggi la massoneria controlla i testimoni di Geova”.

(9) Cfr. Darek Barefoot, Hour of Darkness. A Battle against Occult Subversion and Blind Faith, Grand Valley Press, Grand Junction (Colorado) 1992.

(10) Ibid., p.VIII e tavola fuori testo a fronte di p. VIII.

(11) Watch Tower June 15, 1895, pp. 142-144 (nei Reprints pubblicati dai Chicago Bible Students, s.d., vol.IV, pp. 1827-1828).

(12) Pastor Russell’s Sermons, IBSA – People’s Pulpit Association, Brooklyn (New York) 1917, pp. 5-17.

(13) Ibid., p. 113.

(14) Armand Mauss, “Culture, Charisma and Change: Reflections on Mormon Temple Worship”, Dialogue: A Journal of Mormon Thought, vol.20, n. 4, inverno 1987, pp.77-86. Per una discussione più ampia cfr. Massimo Introvigne, I Mormoni, ed.it. ampliata, Interlogos, Schio (Vicenza) e Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1993.

(15) Cfr. per esempio The Watch Tower, 18 gennaio 1911.

(16) Secondo una fotografia riprodotta in F.SPRINGMEIER, op.cit., p. 98, della cui autenticità non sembra ci siano ragioni per dubitare.

(17) Cfr., per un solo esempio, la pubblicità del Covenant Ring a p. 51 del numero dell’8 novembre 1993 della più diffusa rivista evangelica americana, Christianity Today.

(18) Cfr.per esempio Charles Taze Russell, What Say the Scriptures About Our Lord’s Return, International Bible Students Association, Brooklyn (New York) 1917, copertina.

(19) Charles Taze Russell, Studies in the ScripturesSeries III: Thy Kingdom Comereprint, Dawn Bible Students Association, East Rutherford (New Jersey) s.d. (1a ed.: 1891), pp. 309-376.

(20) Joseph Campbell-Bill Moyers, The Power of Myth, Doubleday, New York 1988, pp. 24-25.

(21) Cfr.per un riassunto la voce Religion in Coil’s Masonic Encyclopedia, nuova ed., Macoy Publishing & Masonic Supply Company, New York 1961, pp. 511-522.

(22) Su cui cfr. Massimo Introvigne, Le nuove Religioni, SugarCo, Milano 1989, pp. 127-129.

(23) Cfr.per esempio Golden Age, 9 ottobre 1935, p.21; Golden Age, 20 novembre 1935.

(24) “How Masonry Originated?”, in Golden Age, 3 settembre 1930.

(25) Cfr.l’opera principale sul sionismo di Russell, opera di un “russellita” contemporaneo: David Horowitz, Pastor Charles Taze Russell: An Early American Christian Zionist, Philosophical Library, New York 1986.