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Lo Scopo di Jeanne d’Arc

E’ sempre difficile spiegare, con parole semplici, lo scopo di un qualcosa, ma ci proviamo. Il nostro obiettivo è quello di diffondere verità e di tracciare un sentiero dritto che porti ad unico traguardo: il bene comune. Oramai, questa parola, a causa dello stravolgimento delle parole avvenuto a causa dell’Illuminismo, ha un significato diverso da quello suo originario. Per San Tommaso  c’è un bene di tutti che non si esaurisce nell’arco della vita presente, ma consegue la sua piena attuazio­ne nell’ambito della vita eterna. Perciò colo­ro che curano le sorti del bene comune devono fare attenzione più che al benessere materiale dei propri sudditi, al loro benessere spirituale, cioè la beatitudine eterna. “L’uomo, vi­vendo virtuosamente, viene ordinato a un fi­ne superiore che consiste nel godere di Dio; bisogna dunque che il fine della comunità coincida con quello del singolo. Dal che si conclude che il fine supremo del gruppo riu­nito in società non è (semplicemente) di vi­vere secondo virtù, ma tramite una vita vir­tuosa giungere al godimento di Dio” (De Reg.,1. 1, c. 15, n. 817). La persona umana non può essere completamente realizzata dal bene comune delle società temporali, ma lo è dal bene comune della comunità spirituale, dal bene soprannaturale, La beatitudine eterna. Anche nell’ordine naturale c’è una comunità di spiriti che comunicano sulla base dell’a­more della verità, del bene e della bellezza. Queste intelligenze hanno in comune i tesori del pensiero, della cultura, della scienza, della morale, della religione, dell’arte, ma non arrivano a costituire una società pro­priamente detta. Solo quando Dio stesso, mediante la sua grazia, diviene il fondamen­to di una nuova socialità, allora si realizza una società in senso pieno: è la società isti­tuita da Gesù Cristo, della quale egli stesso è l’unico vero capo. Infatti “il godimento di Dio rappresenta un fine che l’uomo non può raggiungere con le sole sue forze, ma abbi­sogna dell’aiuto di Dio. come insegna S. Paolo (Rm 6, 23), “la grazia di Dio è la vita eterna”; quindi il compito di condurre al raggiungimento di questa meta non spetta al potere umano, ma a quello divino. Perciò tale compito spetta a quel re che non soltan­to è un uomo ma anche Dio, quindi a nostro Signore Gesù Cristo che rendendo gli uomi­ni figli di Dio ha aperto loro la porta della gloria celeste” (De Reg., I. I, c. 15, n. 818). S.Tommaso afferma perentoriamente il primato del bene comune sul bene personale, ma questa te­si per essere intesa rettamente va vista alla luce delconcetto intensivo che egli ha del bene, dove, come s’è visto, si sottolinea l’esi­stenza anche di un bene comune di ordine soprannaturale, che consiste ultimamente nel “godimento di Dio nella gloria celeste”. Non si tratta pertanto di una subordinazione del bene personale al bene comune temporale. La su­bordinazione ha luogo soltanto quando è in gioco lo stesso genere di bene. Se si tratta di beni materiali, allora la comunità viene pri­ma del singolo; e altrettanto quando si tratta di beni spirituali. Ma se invece da parte della persona è in gioco il bene spirituale e da par­te della comunità quello materiale, allora il primo posto tocca alla persona. “Il bene del tutto è maggiore del bene particolare di uno solo, se si tratta dello stesso genere di bene. Invece il bene soprannaturale (bonum gra­tiae) di una persona supera il bene naturale (bonum naturae) di tutto l’universo” (I-II, q. 93, a. 6, ad 2). Di qui l’altro principio fonda­mentale della concezione tomistica del bene comune: ((L’uomo non è ordinato alla società civile (communitatem politicam) in forza di tutto il proprio essere e di tutti i suoi beni (…) inve­ce è ordinato a Dio in tutto quello che forma il suo essere, il suo potere e il suo avere” (III, q. 21, a. 4, ad 3). In conclusione l’uomo, per essendo parte della società civile, non deve essere inteso come un semplice componente materiale di un meccanismo (per es. l’ingranaggio di una macchina); bensì come ente, unico ed irripetibile, creato ad immagine e somiglianza di Dio, chiamato ad onorare in vita la dignità della propria natura, in vista di un destino di eternità. Partendo dunque dal pensiero di San Tommaso, ci proponiamo di analizzare tutte quelle tematiche e situazione che, oggi, non seguono la strada del bene comune. Tre saranno le tematiche principali sulle quali i nostri studi si focalizzeranno:

1) Aborto

2) Economia

3) Immigrazione, questione Nordafricana e Vicino/Mediorientale

Le modalità di lavoro saranno varie e slegate da ogni influenza partitica o istituzionale. Jeanne d’Arc collaborerà con tutte quelle organizzazioni che, seppur non condividendo la nostra impronta Tomistica, si battono, in un mondo dove persino le crisi finanziarie e le guerre sono pianificate a tavolino, per diffondere la verità. E’ per noi prioritario dire che, grazie alla collaborazione di numerosi gruppi universitari, le università saranno il nostro principale campo di lavoro, in quanto per noi è fondamentale che i giovani, contornati oggi di veline e calciatori e senza più alcun interesse per quel che succede attorno, non finiscano in quella macchina di pressione odierna (la società e la sua massa) che, sistematicamente, li porta alla perdizione. L’università è quel luogo dove viene formata la classe dirigente del futuro e, per tal motivo, non possiamo permettere che gli studenti subiscano le pericolose ingerenze di chi la vuol gestire secondo la logica liberale e liberista del mercato e di chi, sotto la “coperta” della cultura, spaccia ai giovani autentiche panzane. 

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