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Sovversione e Restaurazione

In Attività on dicembre 13, 2012 at 2:09 pm

 

Il libro può essere ordinato scrivendo a ordine@ordinefuturo.net

Sovversione e restaurazione

L’Europa che verrà (nostra o di Allah?)

In Europa, Immigrazione e questione Nord Africa e del Medio Oriente, Mondo on ottobre 22, 2012 at 9:09 pm

 

Recentemente il cardinale Peter Turckson, presidente del Pontificio Consiglio per la Pace e la Giustizia, ha proposto a tutte le Eccellenze cattoliche attualmente raccolte a Roma per il sinodo dei vescovi un video di natura schietta, pragmatica e sintetica. Argomento trattato: le fredde ma eloquentissime cifre della statistica demografica.

Qui di seguito, in breve, ciò che i padri sinodali hanno appreso.

Fermo restando che, per la ricerca, una popolazione si possa conservare e crescere con – almeno – un tasso di fertilità dell’2,11, di seguito i dati sulla natalità in Europa: Francia 1,8 (da notarsi che per i musulmani all’ombra dell’Arc de Triomphe la rilevazione è dell’8,11), Inghilterra 1,6; Grecia 1,3; Germania 1,3; Italia 1,2; Spagna 1,1; Unione Europea nel suo complesso 1,38.

Eppure l’Europa è sempre più abitata. Chiaramente l’arcano per cui si possa manifestare tale fenomeno è l’immigrazione e l’immigrazione in Unione Europea è per il 90% di provenienza islamica.

Il video procede impietoso: in Francia, attualmente, il 30% dei minori di vent’anni è musulmano, tra quarant’anni la maggioranza dei francesi pregherà verso La Mecca.

In Inghilterra, attualmente, ci sono più musulmani praticanti che cristiani.

In Olanda, attualmente, il 50% dei nuovi nati ha genitori maomettani, tra quindici anni il 50% della popolazione olandese sarà musulmana.

In Belgio, attualmente, il 25% della popolazione e il 50% dei nuovi nati sono musulmani.

Nel 2025 il 33% dei bambini europei saranno avvezzi a memorizzare il corano (breve inciso: siamo sicuri che per il restante 64% ,ma ciò potrebbe valere anche a prescindere da tali analisi, non possa essere utile leggere il Vangelo e il Catechismo?).

Lo Statistisches Bundesmat ( o ufficio federale di statistica, chiaramente tedesco) ha recentemente dichiarato in una relazione ufficiale: “La caduta della popolazione non può più essere fermata. La sua spirale discendente non è più reversibile. La Germania sarà uno stato musulmano entro il 2050”.

È riportata anche una testimonianza gheddafiana che recita: “Ci segni che Allah concederà la vittoria all’Islam in Europa senza spade, senza armi, senza conquiste. Non abbiamo bisogno del terrorismo, non abbiamo bisogno di attentatori omicidi. I più di cinquanta milioni di musulmani renderanno il continente musulmano in pochi decenni”.

In Europa, attualmente, ci sono cinquantadue milioni di islamici, sempre per stime tedesche, saranno centoquattro tra vent’anni.

Eloquente no?

Che ognuno faccia pure le proprie valutazioni, tanto…tanto tanto più la catastrofe (sì catastrofe, perché vedere la Sorbona trasformata in una scuola wahabita con borse di studio in petrodollari graziosamente concessi dagli al Saud è oggettivamente una catastrofe) è grande tanto più sembra inutile denunciarla.

Intollerante? Islamofobo? Oscurantista? Xenofobo? razzista? Fate voi, prenderò nota di tali denunce, ve lo giuro le annoterò in agenda, vedremo però a chi darà ragione la Storia.

A chi la Storia darà ragione…

Mi sia concesso solo di togliermi solo qualche sassolino dalla scarpa, perché forse verrà il giorno in cui si smetterà di sputare su un certo personaggio della nostra storia, prima osannato poi rinnegato. Forse la crescita della natalità, l’incoraggiamento agli sposi, il vanto della famiglia numerosa, le tasse sul celibato e gli sgravi per i maritati (ricordate italiani? O preferite ricordare solo gli stivaloni e il fez?).

Forse tutto ciò aveva una sua logica, forse non sarà stata solo la trovata d’un violento cialtrone romagnolo, buono da applaudire tanto da scorticarsi le mani fino all’osso e da abbandonare alla prova del fuoco.

Forse sarà giudicata più saggia la politica che guarda ai secoli venturi che non quella dei trimestri venturi.

Forse i compuntissimi e sapientissimi e infallibilissimi e indefettibilissimi professori, nel caso Monti e Fornero, che curano il malato togliendoli il pane, che curano la recessione con tasse e riduzioni di spesa ( oh Keynes abbi pietà di loro perché non sanno quello che fanno), che firmano lettere per spellarsi le mani fino all’osso indirizzate alla semianonima Commissione dell’ Unione delle Repubbliche Islamicoventure d’Europa, nel caso rappresentara daViviane Reading, per complimentarsi dell’iniziativa di prossima imposizione di quote rosa nei consigli d’amministrazione (e, si immagina, così, a cascata, in tutte le imprese e in esse in tutti i livelli), in nome d’un concetto d’equità-efficienza di tipo astratto-egalitario che difficilmente trova fondamento nella natura e nella complementarietà tra uomo e donna, che, ci dicono, creerà surplus di portafoglio ma che di certo non porterà la vita nelle famiglie e così nelle nazioni, forse saranno un giorno maledetti per aver tolto al popolo d’Italia e a quelli d’Europa le proprie madri .

Filippo Deidda

Initium sapientiae timor Domini

In Lavori Università on agosto 31, 2012 at 9:18 pm

Poiché sarà possibile modificare il Codice etico fino al 31 dicembre 2012, ci pare opportuno proporre alcuni chiarimenti che – dopo esser stati condivisi nella loro essenza dal Vescovo di Forlì – Bertinoro, mons Pizzi (http://www.diocesiforli.it/news+e+appuntamenti/-hcDocumento/id/827/news-e-appuntamenti.html) – devono assolutamente essere introdotti nel documento presentato dall’Università affinchè il Nostro Ateneo possa considerarsi ancora cattolico non solo di nome, ma anche di fatto.

Come modificare il Codice etico

Per modificare il contenuto del Codice etico è necessario andare all’indirizzo Internet http://www.unicattolica.it/4776.html e, dopo aver compilato la parte relativa alle informazioni personali, copiare il messaggio riportato qui sotto:

Il sottoscritto suggerisce che il Codice Etico venga modificato nei seguenti punti:

                                                                      Preambolo            

1. Rimuovere il riferimento al «cristianesimo» e affermare con chiarezza la vocazione cattolica dell’Università. È opportuno citare la Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae del Beato Giovanni Paolo II.

2, d. Un Ateneo cattolico non si regge su vaghi valori, ma sulla Dottrina cattolica e sulla Fede.  È quindi opportuno citare la prima parte – relativa alla natura dell’università cattolica e ai suoi obiettivi – della Costituzione Apostolica succitata.

2, e. L’accettazione del Trattato di Lisbona pone lo studente cattolico nella necessità di disobbedire all’Università per ubbidire al Papa. Giovanni Paolo II criticò questo trattato e Mons. Rey, Vescovo di Frejus-Toulon, disse che tale Trattato «rappresenta in molti punti una rottura intellettuale e morale con le altre grandi formulazioni giuridiche internazionali, presentando una visione relativistica ed evolutiva dei diritti dell’uomo che mette in causa i principi del diritto naturale».

 

 

Titolo I

Art.1, punto 1. Non si può accettare il concetto di una discriminazione fondata sul cosiddetto «orientamento sessuale», in quanto tale criterio non è condiviso dal Magistero della Chiesa. Tutto questo punto, inoltre, si fonda su una concezione relativista del mondo.

Art.2,  punti 1 – 4. Non si può accettare una disposizione composta da ben quattro commi che pare figlia di una visione culturale “sessocentrica”, tipica della società contemporanea.